5

Adesso e nell’ora della vostra morte

«l’eutanasia è moralmente inaccettabile. … l’interruzione di procedure medichedolorose, pericolose, straordinarie o sproporzionate rispetto ai risultati ottenuti può essere legittima. In tal caso si ha la rinuncia all’“accanimento terapeutico”. Non si vuole così procurare la morte: si accetta di non poterla impedire» (Catechismo della Chiesa cattolica, § 2276-78, 1992).

«Se il nutrimento e l’idratazione vengono forniti per vie artificiali a un paziente in ‘stato vegetativo permanente’, possono essere interrotti quando medici competenti giudicano con certezza morale che il paziente non recupererà mai la coscienza?» «No. Un paziente in ‘stato vegetativo permanente’ è una persona, con la sua dignità umana fondamentale, cui sono perciò dovute le cure ordinarie e proporzionate, che comprendono, in via di principio, la somministrazione di acqua e cibo, anche per vie artificiali» (Congregazione la dottrina della fede, 2007).

Riguardo al fine-vita, il Catechismo propone una via intermedia, condannando sia l’eutanasia sia l’accanimento terapeutico. In concreto, però, per la Chiesa non c’è mai «accanimento»: lo si è visto nei casi di Piergiorgio Welby, che decise il distacco dalle macchine, e di Eluana Englaro, di cui fu interrotta l’alimentazione artificiale dopo 16 anni di stato vegetativo. In entrambi i casi la Chiesa parlò di «omicidio».

Anche quando i vescovi statunitensi chiesero alla Congregazione per la dottrina della fede se si possono interrompere l’alimentazione e idratazione ad un paziente, ove esista la certezza morale che non uscirà dal coma, la risposta (approvata da Benedetto XVI) è stata negativa. In base a tale orientamento si cerca di far passare in Italia una legge sul “testamento biologico”, che impone a tutti l’alimentazione e l’idratazione forzate, senza rispetto per la volontà del cittadino.

Volontà di Dio o ingerenza della Chiesa?

La Chiesa si giustifica affermando che il singolo non è padrone della propria vita, perché di essa può disporre solo Dio. Ma chi dice che Dio voglia tenerci in vita, piuttosto che il contrario, se per farlo dobbiamo ricorrere a mezzi artificiali? E, soprattutto, come si può mettere alla base di una legge dello stato laico la volontà di un Dio nel quale molti neppure credono? In questa pretesa è fin troppo facile scorgere non la volontà di Dio ma il tentativo della Chiesa di servirsene per avere il controllo sulla nostra vita e la nostra morte.

5 adesso

Avanzando fino al 10
biascicando un po’ di preci
puoi difendere l’embrione
con Ferrara in processione.

Lascia un commento