Tavecchio. il bomber della Brianza

Tutti a casa. Passa la Svezia. Bancarotta dell’Italia: 90 minuti inutili (0-0) e l’addio ai mondiali.
(il Fatto Quotidiano, 14 novembre 2017)
Tavecchio, l’ultimo dc che non sa pronunciare la parola dimissioni.
(la Repubblica, 15 novembre 2017)
Tavecchio non molla la Figc e Ventura si aggrappa ai soldi.
(il Fatto Quotidiano, 15 novembre 2017)
Tavecchio, calcio alla testa di Ventura per salvarsi il posto.
(il Fatto Quotidiano, 16 novembre 2017)
Tavecchio paga per tutti e delira. Malagò vuole prendersi il calcio.
(il Fatto Quotidiano, 21 novembre 2017)

Tavecchio, il bomber della Brianza

Svezia, la frittata è fatta.
Niente Russia, che disfatta!
Tutto il merito a Tavecchio
della mala Italia specchio

e del calcio condottiero
che, aiutato da Gian Zero,
l’ineffabile Ventura,
ha causato la sciagura

dell’Italia del pallone
fuor della mondial tenzone.
Con Tavecchio come faro
il disastro pallonaro

era scritto nel destino.
Ha un curriculum meschino
come azion, come cultura,
come stil, come misura,

come buon comportamento,
come gestional talento.
Democristo, uom di panza,
pluri sindaco in Brianza,

Ponte Lambro nel comasco,
in moral piuttosto lasco
con molteplici condanne,
in trent’anni cinque a spanne,

per un anno e qualche mese
di galera in più riprese,
per reati senza acuti:
omission di contributi,

solita evasion fiscale,
falsità, danno ambientale.
Scrisse “Ti racconto,,,il calcio”
e in un amen, senza intralcio,

del pallon da capofila
ne ha piazzate ventimila
copie alla Federazione
con un marketing cialtrone.

Disse con razzismo immane:
“Chi mangiava le banane,
come i tanti Optì Pobà,
a giocare viene qua,

titolare nella Lazio.
E accettiamo questo strazio!”
Qui nessun gli ha dato peso,
Uefa e Fifa l’han sospeso.

Sulle donne altre cazzate:
“Toh non sono handicappate
come in verità credetti,
ma son simili ai maschietti.

Nello sport son come loro,
non atlete da disdoro!”
Altri ancora i suoi cammei:
“Io non son contro gli ebrei,

però è ben tenerli a bada…”.
Ed ancor: “Dalla mia strada
stian lontan gli omosessuali”.
Se aggiungiam che i suoi sodali

son Lotito e Agnelli Andrea
ci possiamo far l’idea
che Tavecchio sia un monello.
“Con Ventura, astro novello

e maestro di pallone,
passerem la transizione
che da Conte va al futuro
bene assai” disse il figuro.

Ma poi fu l’apocalisse
e la Svezia ci sconfisse.
I campion non sono tali
e son fuori dai mondiali.

La morale della storia?
“L’esclusione è una vittoria
se fa andare via Tavecchio,
ma c’è ancor da far. Parecchio”.

blog MicroMega, 23 novembre 2017

Vecchia Signora nella bufera

Il patto Juventus-ultrà. Un anno per Agnelli. “Avallava gli illeciti”.
(la Repubblica, 26 settembre 2017)
E’ colpa di Agnelli: la Figc condanna i vertici della Juve. Biglietti, ultrà e malavita.
Il tribunale squalifica il presidente (con lo sconto) per un anno: non potrà rappresentare la società.
(il Fatto Quotidiano, 26 settembre 2017)
“La ‘ndrangheta in curva Juve e i soldi dei biglietti finiti ai boss”.
(la Repubblica, 30 settembre 2017)
“La ‘ndrangheta controllava il tifo della Juventus”.
(il Fatto Quotidiano, 30 settembre 2017)

Vecchia Signora nella bufera

La Juventus, che mistero!
Lo squadrone bianconero
suscita molte domande:
“E’ davvero così grande

o è il poter che la fa tale?”
“E’ una squadra eccezionale
per abilità e blasone
o è una squadra che si impone

grazie a trucchi ed intrallazzi?”
“E’ la squadra dei Palazzi,
degli snob, della ricchezza
o di un popolo che apprezza

il bel gioco innanzi tutto?”
“Bianconero vuol dir lutto,
come il nero suggerisce
o candor per le altre strisce?”

In Italia i risultati
sono quasi da primati
e il tifoso si innamora.
Vince sempre la Signora,

quando è in casa e quando è fuori,
ha dei buoni giocatori
sia in difesa che all’attacco:
dribbling, stop, colpi di tacco,

tunnel, scatti, cross, parate,
corse, lanci, rovesciate…
e non mancano le reti.
Gli arbitri son così lieti

nel vedere tal tesoro
che, voilà, giocan per loro
nel far uso del fischietto.
Juve ed arbitro, un duetto.

A scudetti è a più di trenta
pur se un paio se li inventa,
ma per coppe e supercoppe
non dan latte le sue poppe:

nella Champions non è in palla
e in Europa non sta a galla.
A ottenere un 8 al gioco
manca dunque ancora un poco,

mentre per lealtà sportiva
molto a stento al 4 arriva.
Nel lontan duemilasei,
nonostante i suoi trofei,

grazie a Moggi e a suoi maneggi,
fra gli italici sbeffeggi,
è finita in serie B.
La Signora, ebbene sì!,

gli arbitri se li sceglieva
e nel far così vinceva
gli scudetti in modo scaltro,
tutti, un anno dopo l’altro.

Sprofondò tra le cadette
e da meno diciassette
ripartì un po’ sputtanata
per la rapida scalata

del ritorno in serie A.
Grazie a Agricola anni fa
per il doping fu inquisita.
Pare che fosse imbottita

di pasticche e beveroni
che mutavano in leoni
e gazzelle con i fiocchi
anche i giocatori brocchi.

La Giustizia fu sconfitta:
la Juventus fu prescritta,
come Agricola ovviamente.
Ora invece il presidente

Andrea Agnelli è condannato:
il suo staff ha intrallazzato
con le bande degli ultrà
senza avere il suo altolà.

Regalavano gli addetti
in gran quantità i biglietti,
i pass e gli abbonamenti
ai tifosi prepotenti

per tener le curve buone.
Li guidava un capoccione
della ‘ndrangheta esponente,
“un tifoso deferente”

lo descrisse il prode Andrea.
Questa Juve è un’epopea,
sia nel bene che nel male,
nella merda e nel caviale.

blog MicroMega, 3 ottobre 2017

Un calcio all’etica

Chiellini, perdono nazionale. Lo juventino squalificato per tre turni dopo il colpo a Pjanic.
Ma Prandelli lo chiama lo stesso.
(il Fatto Quotidiano, 13 maggio 2014)
E sul web tanta ironia contro il ct per il caso Chiellini.
(la Repubblica, 14 maggio 2014)
Codice etico, il sarchiapone di Papa Cesare Prandelli.
Ecco la lista dei 30 pre-convocati per il Brasile. Ovviamente c’è Chiellini.
Le tavole della legge del ct sono fatte di perdoni e ghigliottine distribuiti a capocchia.
(il Fatto Quotidiano, 14 maggio 2014)

Un calcio all’etica

La situazione è sempre più nefanda.
Claudio Scajola vien rimesso in cella
dopo più di trent’anni da educanda.
Nonostante Dudù e la damigella
il Cavaliere vuol tornare in pista
e riprende a promettere dentiere.
Della galera giunto quasi in vista
Dell’Utri non ne vuol proprio sapere
e fugge in Libano da Gemayel.
Beppe Grillo continua a dir cazzate.
Matteo Salvini attacca gli infedel.
Il Colle e gli Usa tramano imboscate.
Sono ancor fra gli indiani i due marò.
Tangentopoli torna ai vecchi fasti
con i grandi lavori dell’Expo.
Maroni e Lupi si dichiaran casti.
Torna il compagno G. coi suoi silenzi
per sputtanar Bersani ed il Pd.
Una riforma al dì promette Renzi
che dalla A non arrivò alla B.
Ma al confronto di quello che succede
in politica ed in economia
di Prandelli l’astuta malafede
non è di certo il peggio che ci sia.
Un santo con aureola fu all’inizio
del suo lavoro con la Nazionale,
deciso nel voler stroncare il vizio
di giocatori con poca morale.
Codice ético: fu lo specchietto
per ingannar le allodole sognanti:
“In Nazionale chi non è perfetto
ammesso non sarà d’ora in avanti!
Pur quando del mondial saremo in vista
azioni antisportive non ne voglio:
chi le commette sarà fuori lista!”
Così decise il coach alla Bergoglio.
La scopa nuova scopò ben tre dì
ed all’inizio tutto ha funzionato:
chi quell’etico codice tradì
in Nazional non venne convocato.
Poi gli interessi si son fatti grandi
e in salita la via verso il successo:
Bonucci e Crìscito, due convocandi,
per le scommesse son sotto processo.
Bonucci, ritenuto necessario,
vien convocato come fosse niente,
Crìscito, meno star e più gregario,
rimane a casa, prandellianamente.
Arriva Supermario Balotelli,
giammai campione di comportamento,
ma in area fa talvolta tal sfracelli
che per Prandelli è un ottimo elemento.
La bestemmia non è una cosa bella
e, giustamente, non è ammessa in campo:
se n’è colpevole qualche brighella
viene cacciato e escluso senza scampo.
Se a bestemmiare è Cesare Prandelli,
e ben due volte almeno è capitato,
non basta che il labial te la scodelli:
il santo Mister non ha bestemmiato,
ma se l’è presa col suo porco zio.
Ed ora l’ultimo degli abomini.
Tutto è pronto per il Brasile e Rio
e fra chi parte c’è Giorgio Chiellini.
Squalificato per ben tre giornate
per un atto violento e intenzionale,
la più classica delle gomitate
a un giocator di Roma capitale,
da Cesare Prandelli viene assolto:
“Per me non fu violento come gesto!”
e vien Chiellini trionfalmente accolto.
Son bianconeri e il codice è indigesto!

blog MicroMega, 19 maggio 2014