Il partito dei pop corn

Legittima difesa, il Senato dà l’ok alla legge. Sì anche da FI e Fdi.
Il Pd: “Far west”. Ma dice Sì ad articolo chiave.
(il Fatto Quotidiano, 24 ottobre 2018)
Bonafede dà lo stop alla prescrizione difesa da Lega-Fi-Pd.
(il Fatto Quotidiano, 1 novembre 2018)
Prescrizione, Lega di guerra: “Lo stop è bomba nucleare”-
(il Fatto Quotidiano, 4 novembre 2018)
L’opposizione si fa soltanto su Twitter: i dem e gli altri in Parlamento non esistono.
(il Fatto Quotidiano, 11 novembre 2018)
Prescrizione, il suicidio di Pd e Leu.
(il Fatto Quotidiano, 13 novembre 2018)
La Lega alza un altro muro. No alle manette agli evasori.
(il Fatto Quotidiano, 14 novembre 2018)

Il partito dei pop corn

Disse Renzi, il fanfarone:
“Con pop corn e opposizione
farem guerra al Duo Sciagura
che avrà vita molto dura.

I cialtroni crolleranno
fin ponendo ad ogni inganno!”
Ha mentito un’altra volta
ché l’opposizion si è sciolta

e alle Camere bivacca
ogni giorno un po’ più fiacca,
molle, quasi annichilita,
alla fine della vita.

Per di più l’opposizione
si fa solo ad un cialtrone,
il grillin Gigi Di Maio,
mentre al verde parolaio,

che dei due sembra il più osceno,
ci si oppone molto meno.
La ragion pare evidente:
i grillin son brutta gente

che sta fuori dal sistema
e perciò sono un problema.
Arroganti ed utopisti
dal Pd sono malvisti,

gente che grida” Onestà!”
chissà poi cosa farà”.
Il padan cazzaro invece
tutta la trafila fece

alla corte del caimano
per cui non è affatto strano
che al Pd alla fine piaccia.
Matteo tien nella bisaccia

argomenti interessanti:
ad esempio sui migranti
è l’erede di Minniti
che li ha in Libia rispediti

con la guerra alle ONG.
Altro esempio: fu il Pd
a far male assai all’ambiente
con la legge repellente

che han chiamato Sblocca Italia
e Salvini fa da balia
a pedemontane, gronde,
tunnel, Tav, bretelle immonde,

scarichi fuori controllo
e cemento a rompicollo.
Anche sulla prescrizione
il Pd fece il marpione:

sol parole, niente fatti
e ora tutti soddisfatti
che Salvini la mantenga
con la sua ignobile ghenga.

Le manette agli evasori,
ai corrotti e ai corruttori?
Nei programmi son presenti
ma nei fatti sempre assenti,

mai arrivate al lieto fine.
Con Salvini stesso cine:
nel contratto è l’argomento
ma un maligno emendamento

dà lo stop a Bonafede.
Del Pd Matteo è l’erede.
L’illegittima difesa?
Anche qui non c’è sorpresa:

“Sol di notte puoi ammazzare
chi ti vuole derubare!”
fu la legge del Pd
che a Salvini dice Sì!

per sparar anche col chiaro:
“Buona idea, bravo cazzaro!”
Passa un giorno, passa l’altro
e Salvini, molto scaltro,

nei sondaggi sale, sale
e alla fin sarà fatale
che saluti i 5 Stelle.
Ne vedremo delle belle

con Matteo che fa il premier
con i due fedel lacchè,
nientemen che la Meloni
e il fantasma Berlusconi.

Arrivato a quel momento,
con il suo venti per cento
il Pd cosa farà?
I pop corn vomiterà.

blog MicroMega, 19 novembre 2018

Piazza grande

Zingaretti contro Renzi: “Il Pd con lui ha perso, stop al partito dei capi”.
(la Repubblica, 11 ottobre 2018)
Renzi con Minniti rovina il “lancio” di Zingaretti nel Pd.
(il Fatto Quotidiano, 12 ottobre 2018)
Primarie Pd, Minniti in campo: “Non sarò il candidato di Renzi”.
(la Repubblica, 13 ottobre 2018)
Minniti aspetta il ritiro di Zingaretti per correre.
(il Fatto Quotidiano, 13 ottobre 2018)
Zingaretti oltre il renzismo: “Pd, è ora di cambiare strada”.
(la Repubblica, 14 ottobre 2018)
Minniti e le primarie: “Ci penso, ho un buon rapporto con la gente”.
(la Repubblica, 15 ottobre 2018)

Piazza grande

Il Pd sembrava morto
ma ad un tratto par risorto
grazie agli speciali effetti
di Nicola Zingaretti.

Il governator laziale,
mentre è in corso il funerale
officiato da Martina,
dice: “Alzati e cammina!”

e il partito, che portento,
si rimette in movimento
riprendendo a litigare,
prima ancor di respirare,

con la lotta fra le bande.
L’occasione è Piazza grande,
la convention di Nicola.
Basta sol qualche parola

sulla via per il Congresso:
“Il partito è assai malmesso
e dobbiam cambiare strada…”.
Si scatena la masnada

e fra un digrignar di denti
saltan fuori i concorrenti:
c’è Richetti, c’è Damiano,
c’è l’amico di Emiliano,

Boccia e il giovane Corallo.
Che fa Renzi? Qui sta il giallo.
Lui si fida sol di sé
ma pur ha capito che

ha commesso un tal disastro
da offuscare il proprio astro,
perciò è meglio una procura
a una nobile figura

che i minchioni calamiti:
chi mai meglio di Minniti,
candidato muscoloso?
Che all’inizio fa il ritroso:

“Potrei fare il segretario
sol con spirito unitario…”,
come dire a Zingaretti:
“Io mi candido e tu smetti”.

Poi però ci prende gusto:
“Penso d’esser l’uomo giusto
al servizio del Paese.
Non renzian, questo è palese

ma ben visto dalla gente”
e presenta prontamente
“Sicurezza e libertà”
libro da eia alalà.

Gentiloni vien spiazzato:
con Nicola si è schierato
ma l’arrivo di Minniti
gli impon democristi riti.

Padre nobile, garante,
soporifero calmante
nella vita del partito:
giammai un giudizio ardito,

una scelta netta e chiara
nella ignobile tonnara
dell’ignobile Pd,
mai un No, giammai un Sì.

Fra i pugnali ed i sorrisi,
ogni giorno più divisi,
i piddin corrono in fretta:
c’è un abisso che li aspetta.

blog MicroMega, 19 ottobre 2018

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Location, candidati,, armi ammesse: congresso Pd, tutto ciò che non sapete.
(il Fatto Quotidiano, 5 settembre 2018)
Caos Pd, Orfini: “Sciogliamolo”.
(la Repubblica, 16 settembre 2018)
Pd, primarie fissate a gennaio. Martina: Macché scioglimento.
(la Repubblica, 17 settembre 2018)
Il declino dei dem, dal ko in Liguria al 18,7 del 4 marzo.
(ibidem)
Pd, corto circuito sulla cena. No di Renzi e Calenda annulla.
(la Repubblica, 18 settembre 2018)
La separazione consensuale.
(la Repubblica, 20 settembre 2018)

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Malaticcio e macilento
fin dal suo primo momento,
il Pd, passando gli anni,
sempre fu causa di affanni

per la pessima salute:
infinite ricadute
dopo le convalescenze,
nuovi mal, nuove emergenze,

con ploton di specialisti,
quanti mai se ne son visti
nelle Asl della nazione,
ovest, est, sud, settentrione.

Da tre anni ad ogni voto
un tremendo terremoto
ha distrutto genti, storie,
tradizion, beni, memorie.

Perse in grande quantità
sia regioni che città:
Siena, L’Aquila, Venezia,
Pisa, Genova, La Spezia,

Massa, Imola, Pistoia,
Roma, grande mangiatoia,
Nuoro, Sesto Fiorentino,
la Torino di Fassino,

il Friuli, la Sicilia,
il Molise, una quisquilia,
la Liguria, Trieste, Arezzo,
mezza Italia, pezzo a pezzo.

Referendum a puttane
e politiche da cane
con governo alla congrega
fra pentastellati e Lega

grazie a Renzi, il parolaio
che negò il suo Sì a Di Maio
per salir sull’Aventino
dei popcorn col sacchettino.

I piddin, anche il più fesso,
parlan solo del congresso:
si farà? Ma quando? Dove?
Ad inizio diciannove

oppur dopo le europee
e altre dodici assemblee?
Si dovrà, come soldati,
andar al congresso armati?

Ci vorran gli assaggiatori
contro gli avvelenatori?
Ci sarà cannibalismo
per combattere il renzismo?

Il partito è in gran fermento
fra chi vuol lo scioglimento,
chi soltanto un nome nuovo,
chi nascosto nel suo covo

pare ai suoi lontan debutti:
“Torno e vi rottamo tutti!”
Mortadella, Enrico Letta
e Veltroni, il trio saetta,

parlan come la Sibilla
mentre Orlando Camomilla
gioca a far la minoranza
sempre con buona creanza.

E’ Calenda il più agitato:
come ultimo arrivato
del partito non sa nulla.
Dei suoi primi mali in culla.

Della vita travagliata,
ogni mossa una cazzata.
Dei suoi genitori in lite.
Della sua labirintite

che lo fa vagar qua e là
sempre fuor dalla realtà.
Per entrare nell’arena
prova con l’invito a cena

dei boss ma nessun lo caga:
Renzi è in Cina che si svaga,
Gentiloni fa un sorriso
ma fra il No e il Sì è indeciso

e Minniti ammicca e tace
mentre indossa un vecchio orbace.
Carlo in retromarcia latra:
“Qui ci vuole uno psichiatra!”

Non è certo il salvatore,
ci vuol ben altro dottore
che il Pd divida in due
come fanno con un bue

e Ds e Margherita
alla fin rimetta in vita,
ciascun col suo condottiero.
Si riparte dallo 0.

blog MicroMega, 25 settembre 2018

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