Dov’è la Vittoria?

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Cappotto del centrosinistra, 16 a 0. Marino strappa Roma ad Alemanno.
Débacle di Lega e Pdl in tutta Italia.Il M5S crolla pure in Sicilia. Letta: confermate le larghe intese.
(la Repubblica, 11 giugno 2013)
Il Pdl non funziona, va cambiato. Ma senza di me nessuno ce la fa.
Berlusconi: basta partito pesante, torniamo a Forza Italia.

(ibidem)
Il Pd conquista il regno di Scajola. “Stop alla politica fatta per gli amici”.
(ibidem)
Treviso. Canti, balli e grida. “La città è libera”. E la Lega picconata.

(il Fatto Quotidiano, 11 giugno 2013)
Assemini e Pomezia, 5 Stelle in comune.
(ibidem)
Lo spreco del comico. Una strepitosa guerra-lampo e in tre mesi ha perso tutto.

(la Repubblica, 12 giugno 2013)
Rinasce la Cosa nera. Così tutti gli ex di An si rimettono insieme.
(ibidem)

Dov’è la Vittoria?


Hanno perso proprio tutti,
i dabbene e i farabutti,
i leghisti e i pidiellini,
i fascisti ed i grillini.


Ed ha perso pur chi ha vinto:
fino a ieri caro estinto
stramazzato sul traguardo,
oggi Lazzaro gagliardo.


Alemanno piange a Roma,
capital che ha messo in coma
con imbrogli, nepotismi
e nostalgici attivismi.


Dei fascisti la sua schiera
ora vuol la Cosa nera,
con la fiamma tricolore
e Almirante dentro il cuore.


Beppe Grillo non si stanca
di insultare a destra e a manca,
vanta Assemini e Pomezia,
ma dimentica un’inezia:


che i suoi voti son crollati
poiché ha dato ai disperati
non futuro né riscatto,
ma un brutal nulla di fatto.


Se poi, per restare puri,
non si tratta coi figuri
che già stanno nel Palazzo,
non si concretizza un cazzo.


Lo sceriffo di Treviso
ha una lacrima sul viso:
per lo scorno di Maroni
mai più caccia ai culattoni


ed ai poveri immigrati
in leprotti trasformati.
Con il voto i cittadini
il leprotto Gentilini


hanno steso lunedì
e l’han già fatto in salmì.
Anche il Pdl ha perso
e nel cielo, non più terso


per i neri nuvoloni,
si susseguon lampi e tuoni.
C’è Scajola che ad Imperia
oramai vive in miseria.


Ha toccato l’apogeo
con la casa al Colosseo
che un ignoto gli ha donato,
ma ora piange sconsolato:


la vittoria fu chimera
ed aleggia la galera.
Capezzone, Santanché
e Verdini, i falchi che


voglion far la guerra a Alfano,
stan studiando col caimano
un progetto che li ammalia:
riesumare Forza Italia


con il boss sul predellino,
regalando ad Angelino
ed al resto del ciarpame
la bad Company, un rottame.


Ed infine c’è il Pd.
Vinse? Dicono di sì,
anche se non è Marino
del partito il beniamino,


laico più che genuflesso.
E non sembra un gran successo
vincer contro gli sfigati
e coi voti dimezzati


per un’astensione folle.
Letta, il servitor del Colle,
inneggiando alla vittoria,
non per sé vuole la gloria,


ma per il governo intero.
Il bigotto condottiero
non depreca quel che avvenne,
con Bersani senza penne


e il governo a larghe intese
per il bene del Paese.
Finché tien Napolitano
ed il patto con Alfano


e la gang dei malfattori
Renzi non lo farà fuori.
E’ il destino del partito
democratico e fallito


che da sempre vive il guaio
di due galli nel pollaio
che, alla faccia del programma,
non fan che gridarsi: “Smamma!”


blog MicroMega, 13 giugno 2013

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