E il naufragar fu triste in questo mare

Commenta | Leggi i Commenti

Il Pdl forza l’agenda sulle riforme. “Campagna per il presidenzialismo”.
(la Repubblica, 19 maggio 2013)
La rassegnazione dei democratici: “Impossibile far decadere Silvio”.
(la Repubblica, 22 maggio 2013)
Condono edilizio, il centrodestra non si arrende.

(ibidem)
Il Pdl: “Dimezzare la pena per il concorso esterno”. Scontro sulla proposta di legge depositata in commissione Giustizia. Costretti a ritirarla al no di Pd e Lega.
(il Fatto Quotidiano, 22 maggio 2013)
Un altro Porcellum, rissa Pd-Pdl.

(la Repubblica, 23 maggio 2013)
Il Cavaliere torna all’assalto della Rai. Nel mirino direzione generale e Tg2.
(ibidem)
Falck, Penati assente in aula, non rinuncia alla prescrizione. Sparisce il reato di concussione.

(ibidem)

E il naufragar fu triste in questo mare

Lo stupor non è concesso
e chi si stupisce adesso

di un governo dov’è Letta
solo un premier marionetta

o fa finta o è deficiente.
Fin da quando il Presidente,

dopo tutto il suo cianciare
sul volersi riposare

per l’età e per la stanchezza,
ha brigato con destrezza

per tornare al Quirinale,
è partito il funerale

del Pd, dei capi inetti
e dei tanti poveretti

che, da illusi, l’han votato.
Grazie al Re, Silvio è tornato.

Il condono arriverà.
L’inelèggibilità

è un’operazion da fessi.
Del conflitto di interessi

si son perse pur le tracce.
Ogni giorno le minacce

di mandar tutto a pallino
fan di Letta un burattino

mosso dal burattinaio.
Il Porcellum, vero guaio,

Porcellinum ti diventa.
Lo jus soli che spaventa

i leghisti è morto ormai.
Il caiman rivuol la Rai.

L’Imu va al riposo eterno.
Il concorso dall’esterno

in associazion mafiosa,
che non è una bella cosa,

vale come un furtarello
solo per salvar Marcello.

Con le nuove concussioni
fioccan già le prescrizioni

e verranno giorni tristi
col bavaglio ai giornalisti.

Di riforme neanche l’ombra,
poiché Silvio Letta sgombra

non appena la prigione
o la bieca interdizione

rischin di detronizzarlo.
Ma a nessuno rode il tarlo

del disastro che galoppa.
Oggidì l’orrenda toppa

è affidarsi a quel Matteo
che agli anzian fa marameo!

e ha un difetto ben preciso:
quello d’essere un narciso

e una specie di caimano,
ma con il parlar toscano.

Fra l’incudine del reo
e il martel partenopeo

il Pd, non più partito,
ha il suo compito esaurito,

grazie a questa fine immonda.
E’ la salma in preda all’onda

d’un che, naufrago, è annegato
grazie a un Capo dello Stato,

di Schettino nelle vesti.
Ne galleggian solo i resti.

blog MicroMega, 24 maggio 2013


Torna al Titolo | Commenta | Torna al Menu'

Lascia un commento