Inciucio o morte!

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Colle, Gabanelli prima scelta M5S. Grillo: “Se il Pd la vota, poi vediamo. E, se si ritira, Rodotà è perfetto”.
(la Repubblica, 17 aprile 2013)
Civati: “Tifo per Romano, ma discutiamo su Rodotà”.
(ibidem)
Rodotà, l’ex presidente Pds, piace solo a mezzo Pd.

(il Fatto Quotidiano, 17 aprile 2013)
Quirinale, Bersani lancia Marini. Il Pd si spacca e scatta la rivolta. No di renziani e giovani turchi.
(la Repubblica, 18 aprile 2013)
Summit segreto Bersani-Berlusconi. “Noi vi proponiamo Mattarella”. “Ma il Pdl può arrivare a Marini”.

(ibidem)
Grillo attacca il Pd e lancia Rodotà. “Se Bersani non lo vota si suicida”.
(ibidem)
Berlusconi:è il migliore accordo possibile.

(ibidem)
B & B: inciucio sul Colle. Marini sfascia il Pd.
(il Fatto Quotidiano, 18 aprile 2013)
Addio Pd, rivolta non solo in rete.

(ibidem)

Inciucio o morte!

Per il Capo dello Stato
non si sa chi si è inventato

che chi sale in Paradiso
esser deve condiviso.

Condiviso, ma con chi?
Con gli iscritti del Pd?

Con la base, gli elettori,
i fedel sostenitori?

La civile società?
Dei sapienti l’agorà?

No! Con Silvio Berlusconi!
Bene, ma per qual ragioni?

Per salvare il Cavaliere
dal finir nelle galere?

Per estinguerne i processi?
Secondarne gli interessi?

Per lasciare che proceda
nel far dell’Italia preda

dei suoi disonesti affari
e di quelli dei compari?

Inciuciar? Marini è in pista,
vecchia gloria democrista.

Fu trombato negli Abruzzi
e c’è chi dice che puzzi

di messale e di rosario.
Questo arzillo ottuagenario

sarà un grande innovatore
che fa a vita senatore

Silvio per i suoi prodigi
\ e premier fa Pierluigi.

Per Marini hip, hip, evviva!
Ma non c’è un’alternativa?

Certo esiste, e coraggiosa:
prender Grillo come sposa,

smantellar le oligarchie,
le sezion, le sacrestie

e innovare a tutto spiano.
Non un neo Napolitano,

ma una bella novità:
Gabanelli, Rodotà,

di democrazia modelli
come in Grecia ai tempi belli

di Aristotele e Platone.
Ma il Pd è fuor di melone.

Quel partito, lo san tutti,
non dà mai dei buoni frutti

e al momento dei prodigi
c’è un aumento di litigi,

di ricatti e trabocchetti,
di riunioni e caminetti,

di vendette e turbolenze,
di improperi ed insolenze,

di ripicche e rappresaglie,
di bluff, tattiche e schermaglie

che non sono itinerari
per fregare gli avversari,

ma percorsi molto astuti
per non essere fottuti

dagli amici del partito
democratico ed unito.

Da sei anni, ahimè, al Pd
tutto va sempre così.

Frutto di una strana unione,
Don Camillo più Peppone,

fu il bonsai dei compromessi
fra compagni e genuflessi

che a ogni prova un po’ importante
si divide sull’istante.

E con Rodotà succede:
i campioni della fede

sono pronti a dire: “No,
così laico non si può!”

Perciò: avanti! a mezze tacche
e alle solite patacche

che all’inciucio dicon sì.
Il suicidio del Pd.

blog MicroMega, 18 aprile 2013


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