L’amore ai tempi del Galera

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Democratici, è guerra sul segretario a “tempo”.
(il Fatto Quotidiano, 7 maggio 2013)
Pd, Letta vuole un reggente forte, ma i veti bloccano Epifani.
(la Repubblica, 8 maggio 2013)
L’inerzia del Pd: congelare Bersani.

(il Fatto Quotidiano, 8 maggio 2013)
Pd, corsa al buio per la Segreteria. Spuntano Fassino e Chiamparino.
(la Repubblica, 9 maggio 2013)
Il Pd cede, passa Nitto Palma. M5S: “L’ha voluto Napolitano”.

(il Fatto Quotidiano, 9 maggio 2013)
Ecco l’ultima trovata dei democratici: i sondatori.
(ibidem)
Pd, tra i veti incrociati di corrente riprende quota il reggente esperto. In corsa Fassino, Chiti, Epifani.

Black list 101 contro Prodi.
(la Repubblica, 10 maggio 2013)
Finché c’è caos c’è Speranza. Domani l’assemblea.
La Puppato presenterà un documento su un dialogo con M5S e Sel.

(il Fatto Quotidiano, 10 maggio 2013)

L’amore ai tempi del Galera

Il Pd, dopo il successo,
sta avviandosi al processo

con sondaggi a mo’ di frana:
a ogni fine settimana

perde almen l’uno per cento.
Per placare il malcontento

di ogni tipo se ne sente:
c’è chi vuol fare un reggente,

forte o debole, dipende,
purché poi levi le tende

e non voglia far carriera.
Chi in un segretario spera,

titolare o provvisorio.
C’è chi vuole un direttorio

con un membro per corrente,
così da non cambiar niente.

Qualche nome salta fuori
per dar modo ai cacciatori

di annientarlo con lo sparo:
Epifani, Finocchiaro,

Gianni Cuperlo, Fassino,
Castagnetti, Chiamparino,

Chiti, il giovane Speranza.
Qualcun, degno di ambulanza,

timoroso del domani,
vuole riportar Bersani

dalla pompa di benzina
a una nuova ghigliottina.

Sulla via verso il congresso
tutti i dì big a consesso,

caminetti ed assemblee,
direzion fatte canee,

task force con i sondatori,
liti sui traghettatori.

E il congresso, quando? “Presto!”
“No, è difficile il contesto,

meglio assai dopo l’estate,
con le acque un po’ calmate!”

“Meglio farlo a fine anno,
poiché è troppo fresco il danno!”

“Meglio ancor nell’anno nuovo
per tirar fuori dal covo

chi ha ridotto in questo stato
il partito più sfigato!”

Con la base che s’incazza
protestando in ogni piazza

mentre fervono i litigi,
Letta da Palazzo Chigi

sta la fine accelerando
con l’inciucio più nefando

sulle nuove commissioni.
Ricompare Formigoni

mago dell’Agricoltura,
Capezzone, addirittura,

si cimenta alle Finanze,
mentre giovani speranze

vanno agli Esteri: Cicchitto
e Casini, un morto dritto.

Boss alle Autorizzazioni,
per il ben di Berlusconi

e dei galantuom lo strazio,
va il feral La Russa Ignazio,

mentre grazie a Nitto Palma
la Giustizia si fa salma.

Ma il caimano vuol di più:
Matteoli alle tivù

e, il peggior degli abomini,
Santanché vice Boldrini.

La moral, cari italiani?
“Col fior fior dei ciarlatani

il partito del Pd
ogni giorno dice sì

ai voler del Cavaliere.
Il caiman lo fa godere

come fosse un’Olgettina:
bunga bunga e scopatina”.

blog MicroMega, 12 maggio 2013


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