28 ottobre, il marcio su Roma

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Udienza di Napolitano, dai pm sì ai boss.
(la Repubblica, 8 ottobre 2014)
L’intervista a Roberto Speranza, capogruppo Pd. “Così si è andati oltre ogni limite, un danno al Paese”.
(ibidem)
Boss al Quirinale, sì dei pm. E Mancino: “Vengo anch’io”.
(il Fatto Quotidiano, 8 ottobre 2014)
Taci, Riina ti ascolta.
(il Fatto Quotidiano, 9 ottobre 2014)
“No ai boss al Quirinale, l’istituzione va tutelata”. I legali: processo nullo.
Palermo la Corte di Assise boccia la video conferenza. Insorge anche Mancino: ho diritto di partecipare.
(la Repubblica, 10 ottobre 2014)
Trattativa. Riina e Mancino giù dal Colle. Processo a rischio nullità.
(il Fatto Quotidiano, 10 ottobre 2014)
Trattativa. Il Codice piegato a misura di Colle.
(il Fatto Quotidiano, 11 ottobre 2014)

28 ottobre, il marcio su Roma

Ventotto ottobre, arriva il grande giorno
che vede testimone il Presidente
ed è una gara ad evitar lo scorno
di vederlo vicino a brutta gente.

I piemme che osservano la legge
vorrebbero che fosse rispettata,
mentre di tutti i benpensanti il gregge
vuol deferenza per Crapapelata.

Parla Speranza, un nome che in teoria
il futuro dovrebbe illuminare,
ma sentenzia con tale piaggeria
che sol nel suo silenzio puoi sperare.

“Se due omicidi, pluriergastolani,
compariranno accanto al Presidente
avranno gli stranier pensieri strani
che alla Nazion fan male certamente”.

“Accostare Riina e Bagarella
al nostro amato Capo dello Stato
è una cosa che strizza le budella
e al sol pensarlo fa mancare il fiato”.

“L’evitarlo non fa il processo nullo,
ma pur nel caso il rischio sia reale
è in grado di capir anche un fanciullo
che far nullo il processo è il minor male”.

“Napolitano ha avuto la bontà
di non sottrarsi alla testimonianza,
ma chiedergli di star con quelli là
supera il limite dell’arroganza”.

La Finocchiaro sta con Quagliariello
per evitar lo sfregio al Presidente
che sembrerebbe meno santerello
se accostato alla coppia delinquente.

Ma è stato Lui, col suo comportamento,
a cercarsi purtroppo questo guaio:
esser bastava uno statista attento
piuttosto che far il burattinaio.

Nessuno dice che Napolitano,
sol per il fatto d’ascoltar Mancino
che gli chiedeva di dargli una mano,
con il suo “Sì!” si è messo in un casino.

Nessun ricorda quanto irregolare
la distruzion dei nastri sia poi stata
e che non sembra giusto esagerare
nel far sì che la legge sia violata.

Ciononostante la Corte d’Assise
per evitar Riina a Sua Maestà,
violando la Costituzion, decise
di rassegnarsi al rischio nullità.

Che poi è il sogno di Napolitano:
un De Magistris far di Di Matteo,
dai tribunali da tener lontano
e di Teresi fare una Forleo.

“Processo nullo? Che soddisfazione!, –
potrà vantasi il vecchio comunista, –
visto che hanno voluto testimone
il sottoscritto, noto equilibrista

della stabilità innamorato,
sia chiaro, per il bene del Paese”.
La trattativa fu fra Mafia e Stato
un primo assaggio delle larghe intese.

blog MicroMega, 13 ottobre 2014

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