Giorgio, il Temporeggiatore

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Napolitano: “Resto fino all’ultimo giorno”.
Nomina dieci saggi per risolvere la crisi e rassicura l’Europa: un governo c’è e lavora.
(la Repubblica, 31 marzo 2013)
La mossa del Colle per prendere tempo. “Bisognava tranquillizzare i mercati”.
(ibidem)
Napolitano non si dimette e s’inventa i dieci “saggi”.
(il Fatto Quotidiano, 31 marzo 2013)
Il revival del manuale Cencelli per i dieci “saggi” dell’inciucio.
(ibidem)
Saggi, il Pdl sfida il Quirinale. Bocciati anche da Grillo. Napolitano: sospetti infondati, sono a tempo.
(la Repubblica, 2 aprile 2013)
Grillo attacca: “Non servono badanti”.
(ibidem)
Anche Napolitano scarica i 10 saggi dello scandalo.
(il Fatto Quotidiano, 2 aprile 2013)
Passo indietro di Re Giorgio: “Saggi informali e a tempo”.
(ibidem)

Giorgio, il Temporeggiatore

Ringraziamo i Cinquestelle,
compagnia falso-ribelle
e l’insultatore Grillo
se c’è il rischio che il Mandrillo

prima o poi torni al potere.
Dei grillin grazie alle schiere
questo Parlamento nuovo,
di briganti non più covo,

bensì luogo di virtù
grazie a donne e gioventù,
non combina ancora niente
poiché Giorgio, il presidente,

uomo di “rammendo e cucio”,
non riesce a far l’inciucio.
In attesa dell’omega,
per non chiudere bottega

ci ha ammannito dieci saggi,
scelti coi turpi dosaggi
del Cencelli, il manuale
per l’Inciucio Universale.

Dieci avanzi del passato,
non per qualche risultato
noti i più, ma per bla bla
e cazzate in libertà.

Nomi a caso? Quagliariello
e Violante, il duo monello
che in riforme si trastulla
senza combinare nulla.

In realtà Napolitano
ha studiato un trucco insano
per non dar le dimissioni
e lasciar le decisioni

a chi gli succederà.
“E al governo chi ci sta?”
Mario Monti, quel portento
che col suo dieci percento

farà più danni di prima,
dell’Europa con la stima
per i falsi salvataggi.
“Ma a che serviranno i saggi?”

Saran fàcilitatori…
“Ma di chi? Dei professori?
Del premier che arriverà?
Del governo che farà?

O del capo dello Stato
per il nuovo settennato?”
Si può dir che questa gente
non facilita un bel niente,

ma è soltanto un’invenzione
che fornisce l’occasione
a chi vive al Quirinale
di un inciucio colossale:

nominar, oltre al premier,
pure i suoi ministri, ahimè,
scelti fra i saggi fasulli,
grazie a Grillo e ai suoi citrulli.

La moral che ne deriva?
“Giorgio Re per l’inventiva
sugli inciuci è certamente
di D’Alema più efficiente!”

blog MicroMega, 2 aprile 2013

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