Pulizia etnica

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AMARCORD
La poesia scelta per l’esordio della rubrica, Pulizia etnica”, è inedita ed è stata scritta nel maggio del 2008.
Il fatto drammatico di questi giorni, il naufragio di Lampedusa con oltre 300 morti la riporta in attualità con il suo carico di miseria umana che sembrerebbe immutato i cinque anni. Pietà l’è morta.

Maroni: mai più sanatorie per gli immigrati clandestini. La Russa: non escluso l’intervento dell’esercito.
(la Repubblica, 13 maggio 2008)

Napoli, è assalto ai campi nomadi. Molotov, sassi e spranghe: andate via.
(la Repubblica, 14 maggio 2008)
“Pattuglioni di esercito e polizia”, il piano di La Russa per le città.
Il pacchetto di Maroni al Quirinale. Napolitano cauto.

(la Repubblica, 16 maggio 2008)
Ragazza romena violentata da un italiano.
(ibidem) “Vattene dall’Italia” e lo picchia. Ragazzo “difficile” aggredisce coetaneo romeno e scoppia il caso.
(la Repubblica Torino, 16 maggio 2008)

Il progrom moderno.
(la Repubblica, 16 maggio 2008)

Pulizia etnica

Dopo il tonfo elettorale

la melassa sale, sale
e a provarne i risultati
saran, primi, gli immigrati.

Quella che vellica il gregge

è del marketing la legge:
primo, infondere il bisogno,
poi far balenare il sogno

che la soluzione c’è

e dipende sol da te.
“Sono solo gli immigrati
a commettere i reati,

sono tutti delinquenti.

Se sicuro non ti senti
ed hai l’ansia che ti spezza,
noi ti diam la sicurezza!

Se la Lega vincerà,

l’immigrato caccerà,
con La Russa e con Maroni
tutti fuori dai coglioni!”

Detto fatto, andò così:

sì alla Lega, no al Pd.
Ora è giunto il gran momento
e vediamo con sgomento

che ad un progrom siamo pronti:

li cacciam da sotto i ponti,
gli bruciam tutti i tuguri,
i bambini un po’ più scuri

li picchiam fuor della scuola.

Qui c’è un sindaco che arruola,
per offrir tranquille notti,
dei padani ragazzotti

che non servon proprio a niente,

tranne che a istigar la gente.
Là c’è quel che più poteri
vuole contro gli stranieri.

Qui ci son dei veronesi

che, da gran violenza accesi,
hanno ucciso un poveretto.
In attesa del verdetto,

li difende la città:

“Fu sol la fatalità,
sono stati sfortunati,
mica son degli immigrati!”

Là, leggiam su un quotidiano,

s’è stuprato un italiano
una giovane romena:
andrà a letto senza cena

perché è stato birichino,

non è mica un marocchino…
E i ministri? Ancora peggio:
con ignobile fraseggio

van scrivendo leggi nuove

per mandare senza prove
in galera un immigrato
che non fece alcun reato,

ma ha una faccia che non garba,

olivastra e con la barba…
C’è La Russa che propone
la sua bella soluzione,

le pattuglie di quartiere:

un soldato, un finanziere,
un caramba, un celerino
ed un vigil cittadino.

“Passeggiando fra la gente

serviran da deterrente
per mostrar che c’è lo Stato!”
Ma nessuno ha ancor pensato

a misure più severe:

fare il boia di quartiere.
E’ di Altan, la faccio mia
per far bella la poesia…

Anche il boia arriverà.

Dopo il boia, la shoa.
Tempo al tempo, la melassa
al momento è ancora bassa.

16 maggio 2008


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