Addio sogni di gloria

4 aprile 2010

L’analisi del voto è presto fatta:
siamo stati fottuti, ed alla grande,
pur se Bersani dice: “Pari e patta!”,
mentre si risistema le mutande…

Sbagliati marketing e candidati,
sbagliate tattica e strategia,
milioni gli elettori inabissati,
ben quattro le region volate via.

Col Piemonte abbiam perso la Campania,
con la Calabria abbiamo perso il Lazio,
il Settentrione è tutto ormai Padania
e per la civiltà non c’è più spazio.

Ha Vendola per noi trionfato in Puglia
nonostante la guerra di D’Alema
che adesso: “Bene, bravo! – gli farfuglia –
Della rinascita tu sei l’emblema!”

Malgrado la gran botta Pierluigi
andrebbe a piedi ad Arcore domani
perché gli detti l’uomo dei prodigi
le riforme che salvan gli italiani.

Non ha capito ancora il segretario
che adesso vive ad Arcore il lacché
di chi è dell’Italia il proprietario.
Berlusca crede d’essere il premier,

ma chi comanda è l’uomo della Lega,
coi suoi luogotenenti Zaia e Cota
e dei padan la nuova mezza sega,
il figlio Renzo, per gli amici trota,

colui che indossa shirt col dito medio
e solo al quarto colpo maturò.
Siam nella merda. L’unico rimedio?
Ai polli del Pd fare sciò sciò.

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