Povero vecchio

3 ottobre 2010

Ventinove settembre, nell’arena
della Camera blatera il premier,
concludendo così l’estate oscena
vissuta grazie e Fini e ai suoi lacché.

Gli piacerebbe aver la maggioranza
anche senza i Granata ed i Bocchino,
indifferente, nella circostanza,
all’aver trasformato in un casino

l’augusta Camera dei deputati.
Copyright Stracquadanio è l’opinione
che, pur di avere i culi ben piazzati,
sia cosa buona la prostituzione.

E al Cavalier non è sembrato vero
salvaguardar le sue chiappe caimane
non per bontà di azioni e di pensiero,
ma col voto di instabili puttane.

Del resto una puttana è assai migliore
di un brutto ceffo in fuga da una cella,
pluriprescritto e mega corruttore,
che persona perbene si gabella.

I cinque punti espon Sua Ignobiltà:
“Federalismo, fisco, sicurezza,
giustizia e Meridion!”, ma in verità
vuol sol l’immunità da ogni schifezza.

Del vero Silvio ha fatto gran sciupìo
con un discorso molto doroteo,
da democristo anzian, ma senza Dio,
da anziano democristo, ma più reo.

Il tirare a campar come Andreotti
è molto meglio che tirar le cuoia,
ma per avere più serene notti
il voto gli mancò di qualche troia.

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