Solo me ne vo per la città

17 aprile 2011

Chi ricorda Viviana Beccalossi,
la bionda di Alleanza nazionale,
che a Brescia nentemen, regno di Bossi,
voleva fare il sindaco ideale?

“Viviana, tu sei bella e intelligente, –
le disse ai tempi il fine Cavaliere –
ma per piacere ancora più alla gente,
segui un consiglio: fagliela vedere!”

Ma perse, e mal, Viviana Beccalossi:
o fu nel palesarla irresoluta,
e, quindi, senza effetti per i rossi
oppur, mostrata ben, non è piaciuta.

L’undici aprile fuor del tribunale
a sostegno del martire premier
a guidare una claque quaresimale
c’era Viviana con la Santanché.

Erano sol duecento gli sfigati
a blaterare contro la Giustizia
con i pullman colà catapultati
poiché fra i cittadini di Letizia

il Cavaliere, ahimé, non tira più.
E poi i duecento giunti da ogni dove
non erano un campion di gioventù
con il timor che il bullo delle alcove

rimanga presto senza junior fan.
Pensando al tribunale senza claque,
inorridisce il povero caiman
e cerca di evitare il patatrac.

“Viviana, per favor, mettila in vista…”
Ma pur con la salvifica ostensione
crebbe la claque del meneghin statista
sol del solito ignobile guardone.

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