Walter, flagello di Dio

26 settembre 2010

Mentre il governo è sempre più bloccato
pensando solo al cul del Cavaliere,
mentre il federalismo è programmato
per metterlo ai terroni nel sedere,

mentre siamo i penultimi alla Ue
e un giovane su quattro non lavora,
mentre è al top la sfiducia nel premier,
mentre va il tricolore alla malora,

mentre Bossi, votato al digitale,
si esprime con pernacchie e dito medio
e vuole al Nord un’altra capitale,
mentre il debito sal senza rimedio,

mentre Gheddafi spara ai pescatori,
mentre la Lega, sempre più razzista,
vuol con Maroni i rom cacciare fuori,
mentre ad Adro la scuola è ormai leghista,

mentre parla famiglia Ciancimino,
con le parole Massimo e mammà
e il fu Vito con mille ed un pizzino,
raccontando su Silvio la realtà

degli inizi da sempre misteriosi,
mentre il crollo del duce si avvicina
poiché con Fini non sono più sposi,
mentre a simbolo della sua rovina

assolda sia Storace che Cuffaro,
un contiguo alla mafia ed un fascista,
proprio quando il caiman peracottaro
potrebbe fare spazio a uno statista,

riappare l’ineffabile Veltroni
che propone al Pd la sua ricetta
per far vincere ancora Berlusconi.
S’alza un sol grido: “L’Africa ti aspetta!”

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