Cucina Napolitana, Bocconi indigesti

12 novembre 2012

“Il mio orizzonte è ancora assai lontano
per le grandi riforme che ho avviate,
ma sono pronto a andarmene a Milano
se alle Camere ancora mi bocciate”.

“Rifiuto di pensare che l’Italia,
un paese di gran democrazia,
abbia ancora bisogno di una balia
quando i tecnici se ne andranno via”.

“Questo nostro lavoro è così duro
che certo non vogliam continuare.
Per quanto mi riguarda il mio futuro
non sarà, dopo il voto, governare”.

Lavoratori, donne, infermi, onesti,
precari, pensionati, bisognosi
al sentir Mario Monti sono lesti
a esultare felici come sposi.

“Con un nuovo governo degli eletti
qualcuno finalmente dirà: basta!
ai sacrifici imposti ai poveretti
per far pagare il giusto a ricchi, casta,

alla Chiesa, alle banche, agli affaristi,
ai tipi alla Marchionne, alla finanza!
Qualcuno farà un grande repulisti
contro la corruzion giammai in vacanza!”

Illusion! Ai partiti che fan caos
per cambiare la legge elettorale
il bocconian pontifica dal Laos:
“Dovete dare ascolto al Quirinale

che vuol con una fava tre piccioni:
sia Grillo che Bersani fare fuori
e imporre un bis con noi della Bocconi,
alla faccia dei poveri elettori.

Non bastasse del nostro Re l’appello,
io interverrò con bocconiani modi!”
A questo punto arriva Cicciobello,
il bel guaglione, come disse Prodi,

con un super Porcellum di tal mole
che a tutti sbarrerà la via al Palazzo,
portando Monti dove Giorgio vuole.
E le elezion? Non serviranno a un cazzo!

Lascia un commento