Stabilità da cimitero

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Il trionfo di Renzi: cambio subito il Pd.
(la Repubblica, 9 dicembre 2013)
Trionfo Renzi. Battuti Letta e il Colle.
(il Fatto Quotidiano, 9 dicembre 2013)
Renzi: cambio io la legge elettorale.

(la Repubblica, 10 dicembre 2013)
La carica della “generazione Erasmus”, età media 36 anni, donne in maggioranza.
(ibidem)
Forconi in piazza: scontri e blocchi in tutta Italia.

(ibidem)
Renzi: “Ora comando io”.
(il Fatto Quotidiano, 10 dicembre 2013
Berlusconi si fa avanti con Grillo: “E’ l’occasione per mandare tutti a casa”.

(la Repubblica, 11 dicembre 2013)
Il vizio dell’8 settembre.
(ibidem)
Assalti a negozi e aziende. Anche B. con i forconi.

(il Fatto Quotidiano, 11 dicembre 2013)
Letta prova a resistere e promette miracoli.
(il Fatto Quotidiano, 12 dicembre 2013)

Stabilità da cimitero


E’ un brutto affare quello dei forconi,
poiché popol chiamare certa gente
è degno sol di Grillo e Berlusconi
in politica coppia dirompente.


Ma è pur vero che sono scesi in piazza
non sol professionisti del casino,
teppa, spacca-vetrine con la mazza
al seguito di qualche leaderino,


ultras del calcio, casa Pound, fascisti,
cobas del latte, vil sobillatori,
ma precari, ambulanti, camionisti,
padroncini, insegnanti, agricoltori,


autisti pubblici, disoccupati,
lavoratori autonomi, studenti,
tutta la massa dei dimenticati
da una politica causa degli stenti,


capace di produrre sol promesse,
alle banche quattrin, lavoro nero,
fiducie sì, ma a malincuor concesse,
tasse, precarietà, sviluppo zero,


senza un domani, senza una speranza.
Riforme, crescita, legalità,
all’evasion fiscal guerra ad oltranza,
alla politica soldi metà,


lavoro ed assai meno diktat Ue
son quanto Enrico Letta ci promette
anche se tutti hanno capito che
del burattin di Giorgio le ricette


sono purtroppo scritte sulla sabbia
e un po’ di vento, ahimè, le fa sparire.
Niente stupor perciò che per la rabbia
arrivino i forconi a impensierire


chi ha portato il Paese a questo punto,
detto stabilità da cimitero.
Ma in questi giorni sulla scena è giunto
Matteo Renzi, il novello condottiero.


Convention, staff, rivoluzione rosa,
eventi cool, start up, innovazione,
giovani, slogan, musica chiassosa
daranno la salvezza alla Nazione.


La legge elettorale è quasi pronta,
i deputati ormai son la metà,
del Senato non resta che l’impronta
e la Merkel si è rassegnata già


a fare quel che vuole il giovinetto.
I posti di lavoro stan crescendo
ed il contratto che firmò il ducetto
a Porta a porta stanno rileggendo.


Non appena si renda necessario
i pani e i pesci moltiplicherà,
per non rischiare spianerà il Calvario
e su Arno e Tevere camminerà.


“Forconi, stop! Adesso c’è Matteo!
Per far casin potete andare al Colle
e se vedete il Re partenopeo
spiegategli che può stare in panciolle!”


l’Universale,  14 dicembre 2013

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1 Pensiero.

  1. Fu vero golpe?

    Re Giorgio, è anziano ma non asmatico
    e ancora gli fibrillano i neuroni:
    adesso tiene testa anche ai forconi.
    Voilà, è il centralismo democratico!

    Consulta, lui uomo carismatico,
    se stesso e ascolta tutte le opinioni
    che poi va a sottoporre a votazioni:
    voto palese e non telematico.

    Da vecchio ex leninista lo sa bene
    che il popolo, da bue, richiede il basto
    ovvero l’avanguardia del Partito.

    E allora le elezioni, sì, va bene
    ma intanto non tocchiamo questo tasto.
    Fu golpe? Sonò alto un nitrito.

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