La tortura? Non esiste

Tortura. Alfano: tutto da rifare. Il governo impone lo stop. La legge, attesa da anni, di nuovo ferma: “Troppo punitiva nei confronti della polizia”.
(il Fatto Quotidiano, 19 luglio 2016)
Il reato di tortura può attendere: la legge si ferma. Dopo il diktat di Alfano, Grasso sospende l’esame in Senato.
(il Fatto Quotidiano, 20 luglio 2016)
Genova, una ferita aperta. “Serve il reato di tortura”.
(il Fatto Quotidiano, 21 luglio 2016)
Renzy Dick.
(il Fatto Quotidiano, 24 luglio 2016)

La tortura? Non esiste

Qualche settimana fa
è successo là per là
che è sparito il fanfarone:
non più né in televisione

a dir d’essere un portento
né a mentire in Parlamento.
Non più in giro a far comizi
con discorsi tribunizi

o a officiar tagli di nastri
o a trattare da pollastri
i gufetti del partito.
Non più dritto ed impettito

a cantar l’Inno italiano
o a leccar Napolitano.
Per un mese o giù di lì,
non si sa perché…sparì.

Tutti chiesero: “Dov’è
il fantastico premier?”
Con la mamma a Medjugorie?
Sul suo jet con gli aviatori?

Con Samantha in mezzo agli astri?
Col papà a fare disastri?
Nel caveau di Banca Etruria?
Nel West sul cavallo Furia?

E’ in Turchia con Erdogan?
E’ in Sardegna col caiman?
E’ in Egitto con Al Sisi?
E’ col Papa in quel di Assisi?

Con Carrai nella val Chiana?
O di Putin nella tana?
E’ da Hillary negli Usa
e alla Clinton fa le fusa?

E’ in un letto a Laterina?
E’ in Arabia far benzina?
Sulla tomba di La Pira
che con lui sul Si! si adira?

E’ all’inferno? O in paradiso
alla destra di Dio assiso
mentre dice: “Stai sereno
che ti frego in un baleno?”

E’ con San Paolo di Tarso?
Ma perché Matteo è scomparso
ed è uscito dalla mischia?
Qui un’ ipotesi si arrischia.

Con ritardo da sgomento
si parlava in Parlamento
del reato di tortura,
argomento da paura

in un povero Paese
che fu ed è sempre alle prese
con caramba e poliziotti
pronti sia nel dar cazzotti

come nel menar completo,
tipo Cucchi e Bolzaneto.
Renzi avrà forse temuto
che un emendamento irsuto

di un rottamator facesse
un orribile SS,
trasformando la sua cura
in azioni di tortura

e sopruso disumano
contro il popolo italiano.
Non più guitto fiorentino,
ma un ignobile aguzzino.

Non più grande parolaio,
ma perverso macellaio.
Non più capo di Pinocchi,
ma carnefice coi fiocchi.

Poi si sa com’è il Paese,
Angelino in campo scese:
“Il reato di tortura
non esiste, è un’impostura!

I caramba e i poliziotti
son dei bravi giovinotti,
si può dir che son dei santi,
forse, a volte, esuberanti”.

Il pericolo è passato,
Matteo Renzi è ritornato
e ha ripreso il bla bla bla
senza soste né pietà.

1 agosto 2016

Zero virgola

A colpi di zero virgola.
(la Repubblica, 5 dicembre 2015)
La previsione. L’Istat non crede a Renzi: nel 2015 + 0,7%, se va bene…
(il Fatto Quotidiano, 5 dicembre 2015)
L’indotto, un fantasma misterioso e indefinito, si aggira per l’Italia.
(il Fatto Quotidiano, 9 dicembre 2015)

Zero virgola

Che alla fine dell’attesa
sia arrivata la ripresa
sembra l’esagerazione
del ducetto fanfarone.

Censis, Istat ed affini
sono molto sibillini,
ma coi numeri che danno
dicon che resta il malanno:

un letargo esistenziale
con il Pil che lento sale.
All’inizio di stagione
Renzi fa la previsione

di un final più zero sette.
Dopo un po’ Matteo promette
che sarà più zero nove,
poi da solo si promuove

ad étoile del firmamento:
“Sarà più dell’un per cento!”
Illusion, speranze vane,
passan mesi e settimane

ed il Pil cresce assai meno.
“Matteo Renzi stai sereno…,
dopo tante piroette
sarà forse zero sette”.

E l’effetto dell’Expo?
Quante palle raccontò:
“Si faranno grandi affari,
gireranno più denari,

tanti i posti di lavoro,
una nuova età dell’oro,
con più incassi, con più tasse
che ci riempiran le casse

e faran crescere i Pil”.
Entusiasmo giovanil,
forse fu colpa del clima,
ma il Pil crebbe men di prima.

Ora grazie al Giubileo
può ripetersi Matteo:
“Se l’Expo fu un gran successo,
certo il meglio viene adesso!”

I milion vengon stanziati
e i lavori cominciati
solo pochi giorni fa
finiranno, ben si sa,

dopo la fin dell’evento
ed il Pil crescerà a stento.
Renzi e Padoan non son quelli
che, malgrado i gran cervelli,

impennare fanno il Pil.
Solo il fascino sottil
della Boschi può riuscirci
per chi da guardon la sbirci.

blog MicroMega, 10 dicembre 2015

E’ Renzi il quid di Alfano

Elogio di Angelino. Un genio che noi non abbiamo capito.
(il Fatto Quotidiano, 7 novembre 2015)

E’ Renzi il quid di Alfano

Sbaglia il senator Mineo
a affermare che Matteo
è diretto da una donna,
in passato la Madonna

del presepio a Laterina
e al voler di lei si inchina
per far tutto quel che vuole.
Smentir Corradino duole,

ma a dirigere il toscano,
chi l’avrebbe detto?…è Alfano
che con pillole al selenio
pare diventato un genio

che manovra il fiorentino
come fosse un burattino.
Prima di salire in tolda
Renzi disse alla Leopolda:

“Stop al Ponte sullo Stretto,
banda larga, lo prometto!
I quattrin son per la scuola,
non del Ponte per la fola”.

Disse Alfano: “Voglio il Ponte!”,
lesto il guitto rodomonte:
“Certo, il Ponte si farà
e l’Italia abbellirà!”

“Mille euro di contanti
sono veramente tanti,
passeremo a cinquecento!”
disse il giovane portento

in passato alle primarie.
Or le norme finanziarie
par li portino a tremila
con la solita trafila:

Angelino vuol così
e Matteo dice di sì.
Disse il siculo picciotto:
“Via l’articolo diciotto,
è una follia!”
Dopo un primo no il messia
disse sì come di rito
e il diciotto fu abolito.

Il campion dei fanfaroni
da quel dì calò i calzoni
diventando very speed
di Angelino Alfano il quid.

Sì al pagar gli affitti in nero,
cali l’Imu per l’impero
dei padroni di castelli
e di immobiliar gioielli

e ostruzione battagliera
a chi nei diritti spera
di gay e coppie di fatto.
Di Angelino ogni ricatto

per Matteo diventa legge,
ringhia il cane, bela il gregge.
Un partito di indagati,
di prescritti, di imputati

che val circa il due per cento
sta portando a compimento,
man di Alfano e Renzi arnese,
la rovina del Paese.

blog MicroMega, 10 novembre 2015

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