Cesa, il santo di Arcinazzo

Quarta Gamba(dilegno).
(il Fatto Quotidiano, 23 gennaio 2018)

Cesa, il santo di Arcinazzo

Cesa, nota buonalana,
ex Democrazia cristiana,
Ccd ed Udc,
di Casini signorsì,

tien da qualche tempo a balia
il neo team Noi per l’Italia,
quarta gamba del caimano.
Il politico titano

a un appello dell’Espresso
ha risposto ad un dipresso:
“Noi vogliamo candidati
puri, candidi e illibati.

Questo è un team legalitario:
casellario giudiziario
nonché carichi pendenti
chiederemo ai concorrenti

alla sfida elettorale.
Vogliam qualità morale,
pulizia e legalità,
senza se e senza ma!”

E’ lo stesso Cesa che
nel lontan novantatre,
dopo breve latitanza,
in galera fu di stanza

con la grave imputazione
di aggravata corruzione.
Era il tempo in cui Borrelli
col suo pool fece sfracelli

e Di Pietro andò all’attacco.
Cesa disse: “Vuoto il sacco!”,
senza remore e tremori.
C’era ai Pubblici Lavori

da ministro quel Prandini
che nel prendere i quattrini
era tanto spudorato
da Prendini esser chiamato.

Cesa n’era il portaborse
e infinite volte corse
dal ministro tangentaro
con le buste del denaro.

“L’impresario mi chiamava,
del lavoro si parlava,
qui una nuova tangenziale,
là un raccordo autostradale,

qui un raddoppio di corsia,
là una lunga galleria,
qui un viadotto e una rotonda,
là una nuova via di gronda.

Al ministro riferivo
il qual, collaborativo,
dava il via all’affidamento
ed a sé il cinque per cento.

Al momento pattuito
per saziare l’appetito
del ministro tangentaro
una busta col denaro

ritiravo dal cliente:
l’ammontar della tangente.
Il ministro ben pasciuto
dava a me un piccolo aiuto…”

E così tirava avanti
da brigante fra i briganti.
Dopo questa confessione
iI politico cialtrone

visse a lungo senza guai,
la Giustizia è lenta assai
e soltanto nel duemila
tre anni e mezzo gli rifila

da passare in una cella.
Ma si salverà il brighella.
Un cavillo giudiziario
gli risparmierà il calvario,

son gli scherzi del Diritto:
il reato andò prescritto,
la Giustizia infin si è arresa.
Oggi ritroviamo Cesa,

prode figlio di Arcinazzo
e birbon senza imbarazzo,
campion di legalità.
“Ferma il mondo, scendiam qua!”

blog MicroMega, 29 gennaio 2018

Dopo il boom sento un cri cri

Gli insulti e gli esorcismi di chi aveva capito tutto.
(il Fatto Quotidiano, 26 febbraio 2013)
Gli ingrillati.
(il Fatto Quotidiano, 28 febbraio 2013)

Dopo il boom sento un cri cri

Del caimano nei vent’anni
dei politicanti i danni
han raggiunto un tal livello
che un politico novello,

nato attore, si conquista
la patente di statista.
Insultato fino a ieri
con epiteti severi:

Stercorario scarabeo.
Demagogo, un antiebreo.
Stalin, Duce, affamatore.
Rosicon, ladro, impostore.

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