Luigi Di Maio – Altro guaio, Gigi Di Maio

Dopo Craxi, Berlusconi
ed il re dei fanfaroni
abbiam visto ormai di tutto:
un caimano, un farabutto

e un ignobile marmocchio
più bugiardo di Pinocchio.
Ma si sa com’è la vita:
tocchi il fondo con le dita,

ma se scavi vai più giù
e ti puoi trovar…cucù!
il grillin Gigi Di Maio,
spinto dal burattinaio.

Di lui non sappiamo molto,
se sia saggio, se sia stolto,
se è capace di pensare
o soltanto di cianciare

come fanno i Cinque stelle
sulle tante marachelle
di un Paese disastrato.
Si presenta assai azzimato,

eleganza da piazzista
più che da bravo statista.
Sa parlare affabilmente
su che vuol sentir la gente,

da politico cialtrone
che la pubblica opinione
segue più che indirizzarla
con la populista ciarla.

Un biografo ufficiale
fa un ritratto eccezionale
del messia pentastellato
che è di Gandhi appassionato.

Nato in quel di Pomigliano
nel milieu napoletano
nel radioso ottantasei
come un dono degli dei,

fa l’asilo alle Orsoline
che già chiama cittadine
prima ancor che Beppe Grillo
gli trasmetta il suo bacillo.

Alla scuola elementare
il miglior fra tutti appare
questo ragazzino sveglio
e alle medie va ancor meglio.

Nel miglior liceo, l’Imbriani,
tutti gli batton le mani.
L’insegnante Rosa Manna
è per lui tutta un osanna:

“Coi capelli ben curati,
viso e collo ben rasati,
look per nulla stravagante,
nell’esposizion brillante,

un acuto osservatore,
gioia d’ogni professore.
Ottimo in filosofia,
un po’ meno in geografia…

Confondeva – Rosa svela –
ahimè Cile e Venezuela.
Debole sul congiuntivo
per lui d’ogni senso privo

poiché Gigi era ammalato
quando in classe l’ho spiegato”.
Poi all’Università
molto meno bene va:

prova a fare l’ingegnere,
ma non sembra il suo mestiere,
passa a far Giurisprudenza,
ma di laurea è ancora senza,

fuori corso a trentun anni.
Del grillino con i panni
vince le trionfal primarie,
dette le parlamentarie,

con men di duecento voti.
Un prodigio! Fra i devoti
del paisà santo, Gennaro,
si schierò perciò il somaro

aspirante deputato.
Mai nessuno gli ha spiegato
che chi è solo un fessacchiotto
resta tal pur se è bigotto.

19 settembre 2017 San Gennaro. Gigi Di Maio assiste nel duomo di Napoli alla liquefazione del sangue di San Gennaro e bacia la teca che il Cardinal Sepe gli porge.