Il Giornale dell’Ammucchiata

Panna smontata.
(il Fatto Quotidiano, 20 giugno 2020)

Il Giornale della Ammucchiata

Un tempo c’eran tanti quotidiani
e potevano sceglier gli italiani
fra i titoli e i diversi contenuti.
Oggigiorno purtroppo son fottuti:

infatti restano tanti i giornali
ma i contenuti sono tutti uguali
per formare il Giornal dell’Ammucchiata
che l’obiettività ha dimenticata.

Il target del momento è il premier Conte
che deve attraversare l’Acheronte
per lasciar la poltrona al successore.
“Vuole i pieni poteri, è un dittatore!”

“Bypassa senatori e deputati!”
“Re travicello, senza risultati!”
“Un democristo indeciso a tutto
che per potere fornire qualche frutto

arruola le task force con tanti saggi!”
“No, le distrugge con i sabotaggi!”
“Di Colao sta facendo lo schiavetto!”
“Anzi vuol farlo fuor con un diretto!”

“Un premier succube del Cinque Stelle
per coprire le loro marachelle.
Perciò vien scaricato dal Pd!”
“Anzi ai piddini dice sempre Sì

e i Cinque Stelle voglion liquidarlo!”
“Gli Stati general sono il suo tarlo!”
“Non li farà perché il Pd non vuole!”
“Anzi li sta facendo, ma son fole!”

“Non vuol parlare con le opposizioni!”
“Anzi le invita con i giusti toni:
Villa Pamphili è il luogo dell’evento”.
“No, noi veniamo solo in Parlamento”.

“In Parlamento? Ok, udienza avranno”.
Ma Conte arriva e loro se ne vanno.
“Cadrà al più presto sulla prescrizione!”
Non cade e dice un altro giornalone:

“Cadrà sulla fiducia a Bonafede!”
Non cade ed al suo posto ancora siede.
“Cadrà per la scission dei Cinque Stelle
con Di Battista che Di Maio svelle!”

“Cadrà perché Pisano è un’incapace
e perché Immuni agli italian non piace!”
“Cadrà per la mancanza di bidelli!”
“Cadrà perché i forconi fan sfracelli!”

“Cadrà perché la scuola non riapre!”
“Cadrà perché i ministri sono capre!”
“Cadrà perché di notte è buio pesto!”
“Cadrà perché si vota troppo presto!”

“Cadrà perché si vota troppo tardi!”
“Cadrà per gli arancioni Pappalardi!”
“Cadrà per i decreti sicurezza!”
“Cadrà nel dir che il Mes è una schifezza!”

“Lo fa cader di certo Franceschini
che è sempre pronto a far grandi casini!”
“Lo fa cadere Sergio Mattarella!”
“Anzi il boy scout, il solito brighella!”

“Cadrà per Alessandro Di Battista!”
“No, per Di Maio!” e avanti con la lista.
Ci son già i premier per la successione
dopo le dimissioni del cialtrone:

Cottarelli, Gualtieri, Franceschini,
Colao, Mario Draghi oppur Guerini
o il salvatore Guido Bertolaso.
Del premier Conte dopo il triste occaso

si sparan le destinazion future:
“Dei Cinque Star si prenderà le cure!”
“Andrà alla Corte costituzionale!”
“Sarà il Presidente al Quirinale!”

“Farà di Sassari il senatore!”
“Il sindaco, di Roma salvatore!”
“Il ministro che gli Esteri amministra!”
“L’amato leader del centro sinistra!”

Alla lettura sembrano scemenze
ma tutti i santi giorni son sentenze
sul ben noto Giornal dell’Ammucchiata,
del sistema l’ignobile testata.

blog MicroMega. 1 luglio 2020

La zona rossa

La farsa dei giornali di destra. Quando Sallusti e gli altri strillavano: “Macché chiudere, lasciateci lavorare”.
(il Fatto Quotidiano, 13 giugno 2020)
La zona marron.
(il Fatto Quotidiano, 14 giugno 2020)

La zona rossa

“Hanno chiamato Conte i magistrati!”
tuonano i giornalisti scatenati
e tutti quelli che non vedon l’ora
di mandare il governo alla malora.

Par che Giuseppi l’abbia fatta grossa:
la Val Seriana senza zona rossa,
causa di tanti lutti in Lombardia,
è prova della sua coglioneria.

Che la potesse far pur la Regione
non importa, fu Conte il bietolone.
Sui giornal si scatena la gazzarra:
“L’incubo del premier! Conte alla sbarra!”

“Chi ha voluto per sé pieni poteri
ha riempito i lombardi cimiteri
ed ora sta pagando il proprio errore
torchiato dal pm per tre ore!”

“Davanti ai magistrati inginocchiato
adesso al premier serve un avvocato!”
“Del suo modo di fare malaccorto
si scusi coi parenti di chi è morto!”

“La scena non è bella!” “Fa impressione
e non può che destar preoccupazione!”
“Un grave shock per tutti i Cinque Stelle
poiché i morti non sono marachelle!”

Tutti lo vedono presto indagato
ed alle dimissioni destinato.
“Chiunque venga sarà meglio di lui
e finiranno questi tempi bui!”

Chi son gli accusatori del premier?
Gente che poco fa, sol mesi tre,
si scatenò contro la zona rossa,
della lombarda economia la fossa.

“Conte isolato ed il Nord riparte,
riapriamo il duomo e i musei dell’arte!”
“Alla normalità torniamo in fretta,
sconfigger la paura è la ricetta!”

“Stop ai falsi allarmismi!” “Chi ci guida
è fragile per vincere la sfida!”
“Gestione della crisi dissennata,
ora è tempo di darsi una calmata!”

“Contro le restrizion scendiamo in piazza,
questo pirla d’un virus non impazza!”
“Non è una peste, è solo un’influenza,
avanti con buon senso e intelligenza!”

“Vogliamo lavorare!” è la richiesta
del mondo dei padroni che protesta.
“E’ ormai vicina la normalità
con il ritorno all’attività!”

“San solo chiudere. Per non fallire
è tempo di riaprire, di riaprire!”
“Il virus ci ha stufati, non è nulla!”
pontificò Farina, l’ex Betulla.

Tutti d’accordo, Libero, il Giornale,
La Verità e il milieu confindustriale,
il Capitan, Gallera con Sallusti,
Belpietro e Feltri, della destra i fusti.

La morale su quello che succede?
Sono tutti compari in malafede
che col sedere al posto della faccia
di un pezzo di potere vanno a caccia.

blog MicroMega, 18 giugno 2020

Tiro al bersaglio

Ricoveri fund.
(il Fatto Quotidiano, 29 maggio 2020)

Tiro al bersaglio

I gufi stavan fuori del Palazzo
aspettando la morte del pupazzo,
il presidente del Consiglio Conte
da molto tempo in battaglia al fronte.

I candidati a vincere la gara
per spedire il premier dentro una bara
eran oltre che tanti assai potenti
ma fino ad ora ahimè sempre perdenti.

Salvini ci ha provato con l’Emilia
ma le sardine han fatto mirabilia
e gli han citofonato: “Vaffanculo!”.
Ci ha provato, testardo come un mulo,

di Rignano l’ignobile ducetto
ogni giorno studiando un trabocchetto
per fare fuori Conte: i Benetton,
la fase uno, il Mes, la prescrizion,

l’orario delle conferenze stampa,
la fase due e l’Ilva che non campa,
l’Alitalia, l’aiuto agli evasori
e Alfonso Bonafede da far fuori,

ma ha eliminato con la sua offensiva
invece del premier Italia viva
ormai ridotta a men del tre per cento.
Poteva cacciar Conte il fallimento

dei Cinque Stelle e di Gigi Di Maio
sempre descritti in mezzo a un ginepraio,
nel baratro, nel caos, dentro un abisso,
in una bara o in più pezzi scisso.

Ma Gigi e i Cinque Stelle restan lì.
Ci ha fatto un pensierino anche il Pd
che vuole ritornar protagonista

contro un premier che è tutti i giorni in pista,

ma cambiare la guida è faticoso
e Zingaretti non è bellicoso:
Draghi, Colao, Cantone, Franceschini
non sono di Giuseppi ancor becchini.

Hanno aspettato i gufi in allegria
la fase due della pandemia
preannunciando terribili rivolte
con le forze dell’ordine travolte

nelle piazze da enormi gruppi armati:
assalti a bancomat, supermercati,
morti, feriti, ambulanze in corsa
e l’Italia schiacciata nella morsa

di una rivoluzione popolare.
Non è successo ahimè, niente da fare.
Ma la speranza è l’ultima a morire
con tutti i giornaloni pronti a dire:

“I Paesi frugali della Ue
schiacceranno quel pirla del premier
riducendolo ad una sottiletta
mentre ci illude con la barzelletta

del Recovery fund, degli Eurobond.
E con il culo fatto a mappamond
faranno di Giuseppi un mendicante
da cacciar dal governo sull’istante.

Una volta di più gli è andata male
poiché la ha avuta vinta il criminale:
gli Eurobond prima o dopo arriveranno.
“Ragion di più perché questo tiranno

venga cacciato via! – è l’anatema
di tutti i predatori del sistema. –
“Se ci sono quattrin da sputtanare
nessun meglio di noi lo saprà fare!”

blog MicroMega, 10 giugno 2020

Top