Pigiama party al Senato

Lega. Il pressing di Giorgetti e l’ascesa del governatore veneto costringono il leader a una nuova strategia.
(il Fatto Quotidiano, 28 aprile 2020)
Salvini come in un gioco di ruolo: sbagliarle tutte e finire a polpette.
(il Fatto Quotidiano, 29 aprile 2020)
La Lega “occupa” le Camere. Ma il centro destra si spacca. Il partito di Giorgia Meloni non lo segue.
(il Fatto Quotidiano, 30 aprile 2020)
Meloni spina nel fianco. L’ultima sfida a Salvini. “Non occuperò l’Aula”.
(la Repubblica, 30 aprile 2020)
Il leader sogna lo strappo ma Conte tratta con FI.
(il Fatto Quotidiano,1 maggio 2020)
Salvini ha scoperto il Senato: di notte.
Farsa social. Il segretario della Lega “occupa” per farsi selfie e dirette Facebook.
(ibidem)

Pigiama party al Senato

Matteo Salvini è stato rovinato
dal letal virus che lo ha cancellato.
Senza il proprio cavallo di battaglia
per il quale i migranti son gentaglia

da abbandonare a bagno in mezzo al mare,
senza Rackete da perseguitare,
senza le acclamazion del popolino,
delle poppute fan senza il bacino,

senza più il ruolo del divin messia,
senza la felpa della polizia,
senza il golfino azzurro-sanitario,
senza la messa e sol con il rosario,

senza ruspa e il cin cin con un mojito,
senza il Papeete e senza le infradito,
con i sondaggi che tolgono il sonno
pare un commercialista di Saronno

che, inforcando gli occhiali, i documenti
spedisce all’Inps per conto dei clienti.
Chi fu in politica un mattatore
ora è soltanto un oppositore.

Pur nel partito appare un po’ spompato
e non sembra più il capo incontrastato
Il numero dei morti in Lombardia
ne mette a rischio la supremazia

che deteneva fino a poco fa.
Il Trivulzio per lui diventerà,
grazie a Fontana e alla carneficina,
ciò che è stato per Chiesa: una rovina.

Mentre nel Veneto di Luca Zaia
par che il virus letale ormai scompaia
il concorrente sale alla ribalta
e piano pian il Capitano asfalta.

Per non dir di Giorgetti che è silente
il che di buono non promette niente.
Anche il rapporto con i suoi alleati
non sembra dare grandi risultati.

Il Cavaliere dalla Costa Azzurra
appare pronto, a quanto si sussurra,
a un nuovo Nazareno col Pd
nel caso Renzi lasci lì per lì.

Quanto a Giorgia Meloni e ai suoi Fratelli
non vogliono con lui fare sfracelli
per aver la patente da statisti
anche se sono sempre più fascisti.

Cosa può fare il povero marmocchio
per far veder che c’è, per dar nell’occhio?
A forza di ponzar trova l’evento:
“Okkuperà la Lega il Parlamento!

Vigilerem come soldati al fronte
contro il lockdown di Giuseppe Conte!”
Ecco il pigiama party del Senato:
il mega assenteista qual è stato

il novanta per cento delle volte
ora dirige le leghiste scolte
che fan bivacco in ridanciana schiera.
E’ notte bianca. In mascherina nera

con fascia tricolore su di un lato
con un selfie Matteo si è rivelato,
una strana creatura, Diabolik
incrociato col bieco Cattivik.

All’una su facebook c’è la diretta.
Chi si esibì col vin, la cotoletta,
la Nutella e le torte con la panna
ora fa il serio: “Non andiamo a nanna

per star nel nostro posto di lavoro
e non lasciar l’Italia in mano a loro!
Qui starem tutto il tempo necessario,
ventiquattro ore al giorno, pieno orario”.

Scrive più tardi il prode meneghino:
“Qui il Senato, ore quattro del mattino.
Siam collegati con imprenditori,
con poliziotti, sindaci, dottori,

con gli italian che pensano al futuro!”
Ma a quell’ora chi parla col figuro?
Alle nove un altro selfie ammolla:
“Siamo ancora al Senato, non si molla!”

Dopo che ben due giorni son passati
nessun, proprio nessuno li ha cagati.
Abbandona il Senato Don Rosario
e riprende a salire sul Calvario.

blog MicroMega, 4 maggio 2020

Il meneghin beghino

Fonti: Quotidiani la Repubblica e il Fatto Quotidiano
Social vari

Il meneghin beghino

Non più ampolle con l’acqua del Dio Po
né cornamuse, corna, elmi a gogò,
non più leghisti che ce l’hanno duro
e sempre più lo avranno nel futuro,

bensì croci, rosari, immaginette,
preci, vangel, medaglie benedette
son gli strumenti usati da Salvini
per imbonir ploton di soldatini.

Pur dicendo cazzate a tutto spiano
blaterarle con un rosario in mano
o un crocifisso sollevando al cielo
le trasforma nel Verbo del vangelo

strappando al popolo dei creduloni
ole ed applausi, grida e acclamazioni.
Dopo il voto trionfale per l’Europa
ecco che sul governo lancia un’Opa.

In conferenza stampa in via Bellerio
riesce ad esclamar restando serio
col crocifisso in man mentre lo bacia:
“Ringrazio chi dall’alto con tenacia

non aiuta Salvini né la Lega
né miseri interessi di bottega,
ma l’Europa e l’Italia a ritrovare
i valori che le potran salvare:

la speranza, l’orgoglio ed il lavoro,
radici e sicurezza, un gran tesoro.
Ho affidato al gran cuore di Maria
non il successo della parte mia,

ma il destino di un popolo dolente
e il doman di un Paese e un Continente”.
Sui social disse pochi giorni fa
spinto da santa religiosità:

“La mia preghiera è dedicata a voi
che cantate sui vostri ballatoi,
a chi lotta, a chi soffre ed a chi aiuta,
a chi muore perché l’ora è venuta

e più non troverete al vostro fianco”.
In man teneva un bel rosario bianco
con la croce e la scritta Medjugorje
per la gioia dei propri estimatori.

Fin da gennaio confessò il giullare:
“A Medjugorje presto voglio andare
per pregar chi protegge le famiglie,
le mamme ed i papà con figli e figlie”.

E “Guardate che bello!” aveva detto
mostrando un campionario benedetto
di medagliette e croci, di rosari,
di immaginette e di santini vari.

Per intortare meglio i creduloni,
oltre a mostrar le croci, le orazioni
dice in pubblico misericordioso
per augurare ai morti buon riposo,

quello eterno nel nome del Signore.
Canale cinque, sul televisore
c’è la D’Urso che recita con lui.
I nostri tempi son sempre più bui.

La moral sul cialtrone fatto prete?
L’ha espressa la Madonna che al Papeete
a forza di mojito in riva al mare
lo sfizio gli negò di comandare

e col virus ferale in Lombardia
l’inetta Lega gli ha spazzato via.
Più la invoca, testardo come un mulo,
più Maria lo prende per il culo.

blog MicroMega, 14 aprile 2020

La fiaba dei pieni poteri

Il racconto. C’erano una volta gli animali alle prese con uno strano virus.
(la Repubblica, 21 marzo 2020)
Adesso da Salvini a Renzi riparte l’assedio a Conte. La destra punta sui tecnici. Lega, Fdi e Forza Italia chiedono udienza a Mattarella. Casellati richiama il premier perché consulti il Parlamento. Il leader di Iv:
“No alla comunicazione da reality”.
(la Repubblica, 23 marzo 2020)

La fiaba dei pieni poteri

Non passa giorno in cui Matteo il padano,
a parole un gigante e a fatti un nano,
non cerchi di distruggere il premier
che gli ha sottratto la poltrona che

per sé voleva coi pieni poteri
richiesti col mojito nei bicchieri.
Incominciò tuonando: “Chiudi tutto,
considerato che il momento è brutto!”

Continuò cianciando: “Tutto aperto,
non può l’Italia essere un deserto!”
Al terzo giro cambiò idea di nuovo:
“Restiamo chiusi dentro il nostro covo!”

Ad alta voce chiese un commissario:
“Se il governo non cambia è necessario!”
E ancor: “Basta, ora è tempo che la paghi!”,
lo giubilò nell’invocare Draghi.

In crisi come un tipo che si dopa
gridò: “Pretendi i soldi dall’Europa!”
Un giorno chiese di abolir le tasse,
l’altro che più nessuno lavorasse,

il terzo una cabina di regia,
il quarto i militari sulla via.
Un dì vuol convocare il Parlamento,
l’altro di Conte cazzia l’intervento

per i modi, l’orario e il contenuto,
il terzo lo rampogna perché è muto.
Telefonò perfino a Mattarella
frignando: “Non mi ascolta quel brighella!”

Tutto provò testardo come un mulo,
ma l’han mandato sempre a fare in culo.
E qui in aiuto vien la fantasia,
quella di Benni ed un po’ la mia.

Stressato il Capitan dai suoi rivali,
chiese i pieni poteri agli animali
i qual, forse sorpresi e impreparati,
malauguratamente glieli han dati.

“Attenti al virus o verrete estinti!”
li minacciò e purtroppo li ha convinti
a fare ciò che fanno gli italiani.
Non volan più le rondini e i gabbiani,

ogni formica ha un mini appartamento,
ogni colombo ha il proprio monumento.
I canguri fan sol tre salti al giorno,
le quaglie stan vicin solo nel forno,

i delfini non vengono più a galla
e le foche non giocano più a palla.
I carnivori a un metro di distanza
si mettono le zebre nella panza,

non scendon più le scimmie dalle piante
e in ogni hangar vive un elefante.
L’orso sta prolungando il suo letargo,
il banco di sardine è molto largo,

ogni ape si è fatta il suo alveare
e molto caro il miel viene a costare.
Il leone e Salvini, cioè il potere,
controllano le strade per vedere

la certificazion di chi va in giro.
Arrivan due animal: “Fuori il papiro!
Non si può camminare per la strada,
ognuno a casa propria se ne vada!”

La lumaca rodendo la lattuga
commenta il fatto con la tartaruga:
“Più a casa di così non possiam stare,
che coglioni il leone e il suo compare!”

blog MicroMega, 27 marzo 2020

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