Zinga, uffa che fuffa!

Zingaretti, un altro “qualcosista” dem. A In onda il segretario del Pd brucia l’opportunità di criticare la Lega, tra soliti slogan e fuffa inedita.
(il Fatto Quotidiano, 20 luglio 2019)

Zinga, uffa che fuffa!

Ecco In onda alla tivù.
Negli esterni Belzebù
dal panzon con tre ciambelle
tutto intorno alle budelle,

mentre si concede ai fan,
spara selfie a tutto spian
ed emette salvinate
che dan voti a vagonate.

Nello studio Zingaretti:
“Se lo magna” tu ti aspetti,
col governo che traballa,
Savoini, la sua spalla

nei russofili intrallazzi,
che gli dà gravi imbarazzi
e sodali come Siri
che si fanno l’harakiri.

Ti stravacchi sul sofà
per sentir cosa dirà
questo saggio segretario.
Eccone un inventario.

“Se ogni magistrato indaga
finirà del mal la piaga!”
“Serve una stagione nuova!”
Lauto premio a chi la trova.

“Con il voto popolare
il governo ha da cambiare
per il ben della Nazione!”
Non si è accorto il bamboccione

che la Lega e il Movimento
sono al cinquantun per cento…
“Gli italian son sfiduciati?
Noi ci siam mobilitati

per lanciare la speranza
e a brevissima distanza
parleremo di sicuro
della voglia di futuro!”

“Già l’Italia abbiam cambiato
con Salvini ormai isolato”.
“Di sfiducia la mozione?
Stretta è la concertazione,

che ci impegna la cervice,
fra me, segretario e i vice,
presidente e i capigruppo
e alla fin dello sviluppo

della abituale ciarla
sceglierem se presentarla…”.
“Con impegno ed energia
ricreeremo l’empatia

fra il Pd e gli italiani
con fiducia nel domani”.
Che far con i 5Stelle?
Diverran vostre stampelle?

“Farem la Costiuente
delle idee che certamente
sarà un brain sturming che ammalia
sul futuro dell’Italia!”

Sarà un blog alla renziana
con la solita fiumana
di domande e di risposte,
di valori e di proposte,

una fuffa che “riaggrega
chi fuggì dalla congrega
per riaccendere il Paese”,
come fece il tosco arnese.

“Nella pancia dell’Italia
tornerem, sarò la balia
di chi vuole ritornare
per riprendere a sperare…”.

Dopo le troppe manfrine
al Jobs act porrete fine,
dopo i guai del fanfarone?
“Entrerem nella stagione

nella quale con coraggio
partiremo con un viaggio
per stagioni innovative
con politiche più attive,

senza alcun timor di fare
discussion su dove andare
per il bene del Paese!”
Fine del politichese.

Così disse Zingaretti
e i piddini poveretti
che non han capito niente
hanno preso un salvagente

e si son fiondati in mare
affannandosi a nuotare.
Dove andranno? Non si sa,
ma il Pd non ci sarà!

3 agosto 2019

Achtung! Cazzate!

Senza vaccini niente asilo. Il governo vara il decreto.
(il Fatto Quotidiano, 20 maggio 2017)
Il dibattito pubblico lo conferma: esce Lsd dai nostri rubinetti.
(il Fatto Quotidiano, 24 maggio 2017)
L’artista Vespa, caso di umorismo involontario.
(il Fatto Quotidiano, 25 maggio 2017)
Riecco i voucher, il governo scricchiola.
(il Fatto Quotidiano, 26 maggio 2017)
Musei, Franceschini ha violato la sua legge. E ora la cambia.
Dario Pasticcio. Era a Palazzo Chigi quando fu introdotto l’obbligo di italianità.
(il Fatto Quotidiano, 28 maggio 2017)

Achtung! Cazzate!

Grazie al web cui nulla sfugge,
ma ogni discussion distrugge,
grazie ad internet che fa
della gran velocità

la filosofia di vita
e a rispondere ti invita
senza il tempo per pensare,
domandarti, confrontare,

con la comunicazione
ormai simile a un ciclone
che ti inonda di notizie
con far tal che le primizie

già ti sembrano vecchiotte,
sì da dir: “Chi se ne fotte!”,
la dialettica è sparita,
va risolta la partita

lì per lì, botta e risposta,
senza riflession né sosta.
Non esiste mediazione,
solo contrapposizione,

ciascun va per la sua strada,
il confronto si degrada,
guardi il dito e non la luna,
senza soluzione alcuna,

fin alla nuova cazzata
in un amen ritweettata.
La politica che arranca,
grillin, destra, centro, manca,

solo in cerca di consenso
o illegittimo compenso,
non è guida del Paese,
bensì sol pessimo arnese

adoprato per lo squasso
di un’Italia ormai al collasso.
Tutto è buon per far casino.
Qui la guerra del vaccino,

con l’inetta Lorenzin
che alle prese coi grillin
improvvisa soluzioni:
dodici vaccinazioni

a ottocentomila utenti,
bimbi, ma già inadempienti
poiché è chiaro come il sole
che all’inizio delle scuole

mancan sol novanta dì
e non c’è chi lì per lì
possa far dieci milioni
di infantil vaccinazioni,

con fior di certificati,
timbri, firme ed attestati.
Lì dei voucher c’è la truffa.
Reso il referendum fuffa

con la falsa abolizione,
i lacchè del fanfarone
li han rifatti: due ritocchi,
nuovo nom, fumo negli occhi

e una botta ad un governo
che non passerà l’inverno.
Terzo quotidiano strazio,
mattatore il Tar del Lazio,

che sputtana Franceschini
per gli ignobili casini
per mandar quattro babbei
a dirigere i musei.

S’alza il coro di chi sa:
“Alt a queste nullità,
ai burocrati di merda,
a chi vuol l’Italia perda

la sua sfida agli stranieri!
Largo a chi, disastro ieri,
da ministro alla Cultura
ci riporta all’aria pura!”

Belan tutti quanti in gregge,
ma nessun sfoglia la legge
che a suo tempo vide Dario
come saggio firmatario.

Infin c’è la letterina
con la qual Vespa propina
di non esser giornalista.
“Non son tal, sono un artista

od almeno gli somiglio!”,
della Rai scrisse al Consiglio
a evitar d’esser pagato
molto meno che in passato.

Lo possiam testimoniare:
“Vespa è artista…del leccare
tutti i culi del potere,
con la lingua a formichiere!”

La moral sull’argomento:
dentro e fuori il Parlamento
sono troppe la cazzate
che ora van contingentate.

Una al mese per ciascuno
eccezion fatta per uno,
il ducetto, ormai Re Sole:
potrà dirne quante vuole.

blog MicroMega, 31 maggio 2017

Il Truffalicum

Modifiche. Da “non si tocca” a “ditemi come”. Spericolate giravolte e altre evoluzioni: Renzi e l’Italicum.
(il Fatto Quotidiano, 13 settembre 2016)
Italicum, un governo da operetta.
(il Fatto Quotidiano, 14 settembre 2016)
Il balletto finto sull’Italicum.
(il Fatto Quotidiano, 21 settembre 2016)
Balletti. Cambieremo l’Italicum (quando e come non si sa).
(il Fatto Quotidiano, 22 settembre 2016)

Il Truffalicum

La Consulta cancellò
il Porcellum e iniziò
con l’ “Enrico, stai sereno”
quello sprint che in baleno

portò il fanfaron bugiardo
ad un nobile traguardo:
conquistar Palazzo Chigi
per far l’uomo dei prodigi.

Imbonì Napolitano:
“Se mi dai il governo in mano,
una legge elettorale
veramente eccezionale

farò col pregiudicato”.
Disse Sì lo sventurato.
Da quel dì supercanguri,
strappi, moniti, siluri

contro dieci deputati
dalla commission cacciati
perché vili dissenzienti,
del premier duri interventi:

“Se l’Italicum non passa,
mando a casa tutti in massa!”,
tre fiducie, zuffe, botte
e alla fine delle lotte

il trionfo Renzi-Boschi,
i riformatori toschi.
“Elemento di chiarezza!”
“Chi prevale ha la certezza

di durar per cinque anni!”
“E’ la fine degli inganni
dei governi a larghe intese!”
“Finalmente il Belpaese

avrà la stabilità!”
“E’ question di serietà:
manteniamo le promesse
e in passato non successe!”

“Uscirem dal labirinto!”
“Chi va a letto sa chi ha vinto!”
“Che Dio ce lo benedica,
dopo anni di fatica,

dopo mille ed un inganno!”
“Tutti ce lo copieranno!”
“Cambia la Costituzione:
questa è una rivoluzione!”

Tutte balle, tutta fuffa,
è l’Italicum la truffa
di chi ha vinto alle Europee
e si è fatto pazze idee

di poter prendere il volo
e di governar da solo.
Pensò il giovane portento:
“Col quaranta e più percento

vinco senza ballottaggio.
Se fallisse l’arrembaggio,
con i Cinque Stelle al venti
e le tre destre impotenti,

il secondo turno è mio
e democrazia addio!”
Fece i conti senza l’oste,
da lì in poi solo batoste:

crollo al voto comunale,
poiché sia la Capitale
che la mitica Torino
vanno al popolo grillino.

Il Jobs Act che non funziona,
il flop della scuola buona,
lo stop all’economia
con le banche in agonia,

la Ue che lo fa impazzire
e il No che non vuol morire
terremotano i sondaggi.
Il quaranta par che viaggi

ora assai vicino al trenta
mentre il Cinque Stelle aumenta
e pertanto pare che
possan perdere il premier

e la Boschi sua diletta.
Va cambiata la ricetta:
“Questo Italicum non va,
il Truffalicum verrà!”

Ha una sola condizione:
deve vincere il cialtrone
che nel fare, nel disfare,
nel mentir, nell’imbrogliare,

nel vessar la minoranza,
nell’agir con arroganza
è testardo come un mulo
e ci prende per il culo.

blog MicroMega, 28 settembre 2016

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