Er saponetta

Primarie Pd tra Zinga, Marty e lo Smilzo.
(il Fatto Quotidiano, 2 marzo 2019)
Il ritratto. L’ascesa del segretario. Pajetta, il Che e Ronconi, il codice Montalbano per unire la sinistra.
(la Repubblica, 5 marzo 2019)
Riuscirà il nostro eroe Z. a tenere insieme Calenda e i precari Amazon?
(il Fatto Quotidiano, 6 marzo 2019)

Er saponetta

Un anno dal disastro è ormai passato,
il Pd nel frattempo si è mangiato
tutti i pop corn e arrivan le primarie,
battaglia fra figure leggendarie.

Son Zingaretti ricco di un carisma
che a ogni mossa scatena un cataclisma,
Martina uom con un coraggio tale
che almeno sette Don Abbondio vale

nonché il peggior politico italiano,
Giachetti radical turborenziano.
Tace Renzi che infido si affaccenda,
parla anche troppo, ahimè, Carlo Calenda,

danno segni di vita Prodi e Letta
e la Nazion, fiato sospeso, aspetta.
Spasmodica è l’attesa ché, mannaggia,
è questa del Pd l’ultima spiaggia.

Al rullo dei tamburi gli exit poll:
Nicola Zingaretti ha preso il vol!
Sessantasei per cento nientemeno
ed il Pd riparte come un treno

salendo sulla Tav di Chiamparino
e delle madamine di Torino,
sette, impegnate nell’adorazione
di quella Immacolata Costruzione.

Piovon consigli ed incoraggiamenti,
messaggi pieni di suggerimenti,
scatti d’orgoglio, appelli all’unità
per il nuovo Pd che nasce qua.

Per ascoltare tutti, ahimè, Nicola
dovrà far mille ed una capriola:
Amazon riportare alla ragione
e seguir di Calenda ogni opinione,

dar retta alle madame torinesi
ed il welfare ridare agli indifesi,
andar d’accordo coi renzian redenti
e ascoltare di nuovo gli studenti,

far la pace con quelli della Ditta
e lenir di Giachetti la sconfitta,
accordare chi vuole i Cinque Stelle
con chi ne vede sol le marachelle.

Tenere insieme tutto e il suo contrario
richiederà uno sforzo straordinario.
Stakanovista lento che galleggia,
che tutto sembra meno che una scheggia,

chiamato er formaggino o er saponetta
o sor Tentenna che nel dubbio aspetta,
Nicola Zingaretti riuscirà
a esumare il Pd dall’aldilà?

Speriam che del doman non siano spia
i primi step: chiamare Pisapia,
uomo dai mille dubbi e miserere
e riciclare Zanda tesoriere.

“Nicola, fa qualcosa di sinisttra
oppure anche il più stupido registra
del tuo Pd l’eterna pantomima:
non cambia nulla, è tutto come prima”.

blog MicroMega, 11 marzo 2019

Calenda, chi?

Calende greche.
(il Fatto Quotidiano, 15 luglio 2018)

Calenda, chi?

Confindustria e la Ferrari
furon suoi primi arengari,
Montezemolo lo prese
per il buon politichese

nel team di Italia futura,
poi finì per sua sciagura
nel partito bocconiano
per dar a Monti una mano

nell’andare in fallimento.
Ma chi è tale portento?
Chi è quest’uomo da tregenda?
Il suo nom? Carlo Calenda.

Il curriculum di Carlo
era tal da proiettarlo
nel governo di Matteo
dove giunse all’apogeo

di ministro allo Sviluppo,
uno fra i miglior del gruppo
nel discendere la china
verso la final rovina.

Nel momento del collasso
per portare ancor più in basso
i tapini del Pd
meditò e poi disse: “Sì,

ne divento tesserato”,
l’unico che si è aggregato.
Il Pd non lo cagò
e Calenda si incazzò:

“Se nessun mi tiene in conto
ad andarmene son pronto”:
Si aspettava una sommossa:
“Finiremo nella fossa

se Calenda se ne va!”
“Del Pd che ne sarà?”
“Voglia Iddio che non s’involi
se no resteremo soli!”

“Carlo è ormai come una droga!”
Ma nessun piange e si sfoga,
nessun muove un sopracciglio,
nonostante il suo cipiglio.

Ma non se ne va Calenda,
vuol scansar la cosa orrenda
di un accordo con Di Maio:
“Quello sì sarebbe un guaio!”

Resta immobile il partito
di pop corn ben rifornito
per assistere al disastro
del bel trio giallo verdastro

Conte, Lega, Cinque stelle.
“Ne vedremo delle belle!”
Anarcoide sovranismo
li chiamò col suo lirismo

il Calenda di quei dì
che ”Ora andiam oltre il Pd!”
disse con far da stratega,
ma nessun fece una piega.

La sua mente scatenata,
offrì un’altra calendata:
“Un repubblicano fronte
intravedo all’orizzonte

per salvar questo partito!”
ma nessuno mosse un dito
a eccezione dei Savoia
che protestan: “Porca troia,

è un’idea proprio tremenda!”
Instancabile Calenda
corre come uno stallone
“Voglio entrare in Direzione

per mandar tutto in rovina
sotto l’ala di Martina!”
ma Martina, che follia!,
preferisce la Madia.

“Ma che Direzione è questa? –
con gran delusion protesta –
a me sembra un harakiri!”
La moral per gli elzeviri?

Crede d’essere il messia,
per mostrar la giusta via
predica, conciona, ciancia
ma è sol Renzi con più pancia.

blog MicroMega, 26 luglio 2018

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