6/2005

ottobre 2005

6/2005

Scherzo

Nomen omen, Camillo ha fatto breccia, La canzone di
Piero: tre riflessioni in forma di rima dal tono tra il serio
e il faceto su argomenti su cui – però e ahinoi – non c’è
nulla da ridere e molto da piangere, e perfino da
rimpiangere. Unione e Ds compresi.

Perchè l’Italia non Ruini

Nomen omen

E’ successo ieri a Siena:
una bella pergamena
Adornato dà a Ruini
a Palazzo Saracini.

Non si sa per qual ragione
Liberal, la fondazione,
vuol premiare il cardinale,
il nemico naturale

della laicità di Stato.
E Ruini vien fischiato
e sommerso da striscioni
di aspiranti culattoni,

con le scritte più brutali:
“Siamo tutti omosessuali!”
“Per i pacs noi ci battiamo!”
“L’amor libero vogliamo

nella libera Nazione!”.
Del Berlusca l’opinione:
“Sono molto addolorato,
quelli che hanno contestato

son studenti illiberali!”.
Le rampogne son corali.
La Gardini, Elisabetta:
“Chiedo a Prodi: cosa aspetta

a frenare questi fan?”.
Volonté, democristian:
“Il silenzio dell’Unione
fa una pessima impressione

mentre gl’intimidatori,
manigoldi malfattori,
stan portando grave offesa
ai cattolici e alla Chiesa!”.

Inveiscono Tajani,
Tangheroni con Gargani
e Pedrizzi, il senatore:
“Punto il dito accusatore

su chi all’Università
va da figlio di papà
di sinistra, che ha portato
il cervello indottrinato

all’ammasso!”. Cosa dire?
Che non ci dobbiam stupire,
perché questi bacchettoni
sono tutti Tangheroni!

Camillo ha fatto breccia

Ecco il cardinal Ruini.
Gli italiani, birichini,
voglion divorziare in fretta?
Non si può, ne parla a Letta

e il progetto vien bocciato.
Non c’è religion di Stato?
E lui assume all’Istruzione
i docenti in religione,

pressappoco novemila.
Della Cei il padron staffila
chi vuol far come gli pare
per un figlio procreare:

sol tre embrion, pur se malati,
no se non sono sposati,
non parliamo di una gay,
è un delitto che procrei.

Ruini ha sempre ribadita
la difesa dell vita
che, non sai se per il clima,
incomincia sempre prima.

Fai l’amore sul sofà?
Sei da subito papà.
Ti masturbi da bambino?
Sei un nazista, un assassino.

Poi parlò pur di quattrini.
Sono i preti poverini,
ma i migliori educatori
dei rampolli dei signori:

per le scuole dei privati
i quattrini van trovati.
Con i Pacs oggi ce l’ha
e a Romano Prodi fa:

“O novello Zapatero,
serve un matrimonio vero,
niente Pacs, nessun contratto
per chi sia coppia di fatto,

omo od eterosessuale.
La famiglia non è tale
se una moglie ed un marito
qualche prete non ha unito!”.

Di settembre siamo al venti,
occasion dei presidenti
di inneggiare a Porta Pia,
se non hanno un’amnesia.

Carlo Azeglio non ce l’ha
e con grande laicità
loda Roma capitale,
sogno risorgimentale.

Però credere è follia
che quel giorno a Porta Pia
siamo noi che siamo entrati.
Son ben altri i risultati:

loro son che sono usciti
e che sempre più agguerriti
hanno, ahimè, l’Italia invaso.
Ruini parla, non a caso.

La canzone di Piero

Par che al cardinal Ruini
tutti voglian star vicini:
“L’han fischiato, è una vergogna!”.
Fino a che questa rampogna

vien da An ed Udc,
dalla Lega ed Fi
diciam che lo comprendiamo.
Sono lustri che sentiamo

Silvio con Pier Ferdinando
fare in modo miserando
grandi lodi alla famiglia:
con le mogli posa e piglia

e gli amati pargoletti
procreati in tanti letti.
Sembran tradizionalisti,
ma son solo opportunisti.

Se a indignarsi è Mortadella,
ripensando alla mammella
che ha nutrito il nostro Prodi,
ripensando a tempi e modi

che politico l’han fatto,
pur se non ci piace affatto,
sopportiamo con pazienza
la terribile emergenza:

per far fuori Berlusconi
tutti i Prodi sono buoni.
Ma se al prete battagliero
chiede scusa pure Piero,

c’è qualcosa che non va,
perché i fischi quello là
se li è proprio meritati.
I politici scafati

lo san ben: piovono i fischi
se in politica ti arrischi
ed il cardinal Ruini
più politico è di Fini.

Poi Fassino ha esagerato
quando in radio ha confessato:
“Visto che nessun mi sente,
dico che sono credente,

con i padri gesuiti
nove anni ho fatto i riti
ed or sono religioso.
Del segreto son geloso,

perciò, cara Palombelli,
non lo dir neanche a Rutelli!”.
Piero, dirlo dopo i fischi
è un’azion piena di rischi,

può sembrare strumentale
ed a molti ha fatto male.
Non c’importa proprio niente
che Fassino sia credente,

ma che pur Piero s’inchini
al politico Ruini
non ci piace per davvero.
Salutiamo, caro Piero!

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